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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca Centro / Piazza Vittoria

Brixia Sviluppo: vince Giovanardi, e ora chiede i danni. Un milione di euro!

La Cassazione rigetta il ricorso presentato da Riccardo Franceschi e i suoi 'alleati' dell'ormai defunta controllata comunale. Cesare Giovanardi e I Soldi di Tutti passano al contrattacco: il Comune sarà parte civile

Il tempo passa e la giustizia fa il suo corso, e anche stavolta quello che era già stato previsto è poi effettivamente accaduto. La parte lesa alla partenza è poi diventata la parte ledente, chi era stato invece accusato ha poi vinto definitivamente, anche in Cassazione. La (lunga) storia è quella contrapposizione giuridica tra Cesare Giovanardi e Riccardo Franceschi, o meglio l’intero consiglio d’amministrazione di Brixia Sviluppo, società controllata dal Comune ma non certo brillantissima, causa serie di errori clamorosi su vendite e valutazioni, acquisti e ricollocamenti, tanto da scomparire per una rapida fusione in Brescia Infrastrutture. E su questo Giovanardi non ha dubbi: “Brixia Sviluppo? Una società pubblica di immobiliari creata dalla giunta Paroli&Rolfi, sostenuta dalla maggioranza PDL-LEGA-UDC e da alcuni noti esponenti delle minoranze. Con la loro fuga di Natale 2011 speravano di essere dimenticati”.

- Ex Oviesse, Cesare Giovanardi: "I cittadini devono sapere"

Invece non è andata proprio così, e quelle “malefatte immobiliari” che a Giovanardi costarono una querela ora possono avvalersi di tale denominazione, dall’ex Oviesse alla sede della Polizia Locale di San Faustino, inaugurata non troppo tempo fa. “Direi che da oggi possiamo chiamarle truffe – continua Giovanardi – Una vera fenomenologia del raggiro che ha colpito tutti i cittadini. Per questo mi farò valere, come cittadino e come associazione (I Soldi di Tutti, ndr) con la prossima amministrazione, e il Comune come parte civile, per recuperare quei soldi sprecati, stimati in almeno 6 milioni di euro. Non dimentichiamoci che Emilio Del Bono, candidato sindaco PD, è stato il primo firmatario dell’esposto poi consegnato alla Corte dei Conti”.

Proprio la Corte dei Conti ha attivato le procedure, su ogni acquisto immobiliare firmato Brixia Sviluppo, e ancora si attende definitiva chiarezza. E dopo i movimenti della senatrice Baio anche il buon Corsini ha sollecitato risposta a interrogazione parlamentare presentata nel settembre 2011 agli allora ministri Maroni e Tremonti, oggi Monti e Cancellieri. Per Brixia Sviluppo si preannuncia dunque l’ennesima sconfitta, dopo il rigetto della Cassazione, il ‘quinto round’ di un match cominciato ad inizio 2011, con le prime indagini contro Giovanardi su proposta unanime della Brixia Sviluppo dei sospetti, due assenti (Bruni Conter e De Vito) e tre presenti, Franceschi della Lega, Damiani del PDL, Guindani della Lista Castelletti.

Gli immobili di Brixia Sviluppo


Troppi fili intersecati per la controllata comunale. “Il Comune di Brescia deve ora fare i conti con i suoi funzionari infedeli – riprende Giovanardi – Quelli che hanno agevolato le scelte sbagliate, quelli che hanno voluto girare la testa dall’altra parte. Io non ho niente da nascondere, non ho mai rubato nulla, anzi. Ho dovuto lavorare un anno intero per difendermi dalle accuse di Franceschi e compagnia bella. Hanno messo in campo tutte le loro energie, tutte le loro relazioni istituzionali, hanno pure speso 40mila euro per eliminarmi sia politicamente che patrimonialmente. Ora sono io che passo al contrattacco, e chiederò (con l’avvocato Lorenzo Cinquepalmi) almeno un milione di euro di danni. Di fronte a una realtà deformata ora sono io a usare una strategia deformante. Ma non si sa mai, anche se la Cassazione è stata la loro ultima spiaggia non vorrei che adesso proveranno a chiamare in causa l’ONU, o il Tribunale Internazionale dell’Aja”.

Una strategia di attivismo e movimentismo, per scuotere un po’ di coscienze e per svegliare dal torpore l’affievolito civismo dei bresciani, e non solo. “Uno dei nostri nemici peggiori sono gli apparati e la burocrazia politica. Dobbiamo liberare la Loggia, e non riconquistarla. Dobbiamo liberarla dai partiti e dalle caste, per farvi entrare i cittadini, per lavorare in sintonia con la gente”. Brescia 2013 non è troppo lontana, il tempo passa, anche la politica fa il suo corso.

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