Tanti saluti a Brixia Sviluppo. Il Consiglio approva la fusione tra le polemiche

Critiche dall'opposizione, contraria alla fusione della società in chiusura alla nuova Brescia Infrastrutture: "Tre anni di scelte sbagliate". Dall'ex Oviesse al campo di Guidizzolo, un triennio di polemiche e costi elevati

Brixia Sviluppo Spa è la celebre controllata del Comune di Brescia che dalla sua nascita si è fatta notare più per le sue operazioni a trasparenza zero che per un pieno rispetto di quelli che dovrebbero essere i principi stessi di una società pubblica municipalizzata italiana. Sul bilancio del Comune di Brescia si è detto tanto, e tanto si dirà ancora: dal 2006 ad oggi la crescita delle spese e la diminuzione delle entrate sono andate a braccetto, e in particolare con la giunta guidata da Adriano Paroli si è ricorsi anno dopo anno ai dividendi di A2A per coprire un disavanzo comunale a detta di molti anche imbarazzante.

Brixia Sviluppo un poco di responsabilità deve averla per forza: se leggiamo lo Statuto della società non possiamo non notare quelle che poi sembrano contraddizioni, fin dall’articolo 2: “La società ha per oggetto lo svolgimento delle seguenti attività: realizzazione di opere e infrastrutture di interesse pubblico, gestione e manutenzione di opere e infrastrutture di interesse pubblico, acquisizione di opere, immobili e infrastrutture di interesse pubblico”. Come da Costituzione, in nome del sacrosanto interesse pubblico la municipalizzata bresciana ha avviato una lunga serie di operazioni. Ma vediamo quelle che più sono state seguite dalla stampa locale, riprese poi anche da testate di respiro nazionale come Il Fatto Quotidiano o Il Corriere della Sera.



Prima di tutto l’ex Oviesse di Corso Mameli, ora sede del nuovo store di Buonissimo. Valutata al massimo circa 3,6 milioni di euro dal Listino della Borsa Immobiliare di Brescia (1000 euro per mq), viene acquistata da Brixia Sviluppo per la bellezza di 8,8 milioni di euro, oltre 2400 euro per mq. Meno altisonante ma comunque clamorosa anche la nuova sede della polizia locale situata in zona San Faustino: 1,8 milioni di euro di costo complessivo, e oltre 3600 euro al mq, a fronte di un prezzo medio per l’area, sempre stilato dalla Borsa Immobiliare, che quando si esagera arriva a sfiorare i 2500 euro. E questa è solo la punta di un iceberg di sospetti e favori, tra il terreno di Guidizzolo su cui si sarebbero dovuti trasferire i campi nomadi della città fino alla cosiddetta ex colombaia di Via Diaz. “Con queste operazioni improvvide, dubbie e costosissime – ha dichiarato tempo fa il segretario bresciano del Partito Democratico Giorgio De Martin – Brixia Sviluppo conferma il suo agire al di fuori di ogni controllo. Fin dal primo giorno ci è sembrata una società su cui avanzare parecchi dubbi, una società che agisce senza alcun controllo democratico, senza trasparenza e con trattative e risoluzioni spesso a scatola chiusa”.

Ora siamo nel 2012, e tra polemiche e bilanci in perdita costante la breve avventura di Brixia Sviluppo volge al termine. E’ in discussione la fusione della società in Brescia Infrastrutture, da molti definita come una soluzione di comodo: “Il piano di occultamento delle malefatte immobiliari di Brixia Sviluppo – ha scritto Cesare Giovanardi, noto alle cronache anche per la sua battaglia contro gli sprechi della controllata comunale – inquina le fondamenta della nuova società comunale Brescia Infrastrutture srl, che eredita sulla carta un patrimonio immobiliare di 15 milioni di euro. Un patrimonio acquisito in piena crisi immobiliare a valori sempre superiori alle massime quotazioni del mercato e con denaro prelevato dalle casse del Comune di Brescia. […] Le fusioni per incorporazione al Comune di Brescia riescono sempre male, mentre il bilancio comunale per il 2012 gronda sangue”.
 

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