Cronaca Centro / Corso Goffredo Mameli

Ex Oviesse e Brixia Sviluppo: “Altra operazione improvvida”

Mentre continuano le indagini delle Procura, fascicolo aperto a carico di ignoti, il segretario cittadino del Partito Democratico Giorgio De Martin con un breve excursus ricorda le varie operazioni della controllata comunale

L'inaugurazione di Buonissimo, dicembre 2010

Prosegue ancora la vicenda legata all’ex Oviesse di Corso Mameli, ora sotto diretta indagine della Procura che ha aperto un fascicolo a carico di ignoti. La questione è ormai ben nota, e riguarda il prezzo più che gonfiato con cui Brixia Sviluppo, controllata dal Comune di Brescia, ha acquisito l’immobile riaperto nel dicembre 2010 come sede bresciana della catena Buonissimo. Nelle settimane scorse addirittura un’interrogazione parlamentare, ai ministri Maroni e Tremonti, per verificare la legittimità di un acquisto di tale portata: fu Cesare Giovanardi, nel maggio del 2011, a presentare un doppio esposto (alla Procura e alla Corte dei Conti) sull’acquisto della struttura di 3600 metri quadri pagata quasi nove milioni di euro a fronte di una valutazione da parte della Borsa Immobiliare di Brescia non superiore ai 3milioni e 600mila euro, non più di mille euro al metro quadro.

Tanti dubbi forse legittimi su un’operazione di questo tipo, ma dubbi forse legittimi anche sulle altre operazioni immobiliari portate avanti da Brixia Sviluppo. Dal terreno acquistato a Birbesi di Guidizzolo, nel quale si sarebbero dovuti trasferire i nomadi del campo di Via Orzinuovi fino all’immobile per il trasferimento della sede della Circoscrizione Est. “Con queste operazioni improvvide, dubbie e costosissime – racconta a BresciaToday Giorgio De Martin, segretario cittadino del Partito Democratico – Brixia Sviluppo conferma il suo agire al di fuori di qualunque controllo da parte del Consiglio Comunale”.

“Acquistare e spendere senza che ci sia alcuna utilità, una serie di errori culminati con il terreno di Guidizzolo, un’area mai utilizzata, l’ex Oviesse a prezzo gonfiato, la nuova sede della Circoscrizione Est, acquistata pur sapendo che a breve le Circoscrizioni cittadine non ci saranno più. Operazioni dai costi elevatissimi, questo è un dato di fatto certo: cifre mai basse per la collettività, senza che ci sia mai stato alcun momento di trattativa”.

Il Pd di Brescia non si è mai convinto delle funzioni di Brixia Sviluppo, tanto da decidere di non entrare nel consiglio d’amministrazione: “Fin dal primo giorno ci è sembrata una società su cui avanzare parecchi dubbi, una società che agisce senza alcun controllo democratico, senza trasparenza e con trattative e risoluzioni spesso a scatola chiusa. Non abbiamo mai voluto averci niente a che fare, abbiamo deciso di starne fuori”.

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