Cronaca

Lacrime per Sandrina, strappata alla vita a soli 25 anni

Era in montagna con il suo istruttore quando qualcosa è andato storto: Sandra Bianchi, 25 anni, abitava a Montecchio di Darfo

Sandra Carla Bianchi (fonte Facebook)

Di lei resteranno i suoi eterni sorrisi: la spensieratezza della giovane età, la grande passione per la montagna. Tradita dalle sue vette, forse inciampata, precipitata nel vuoto per più di 600 metri e morta sul colpo: questo il triste destino di Sandra Carla Bianchi, 25 anni, per gli amici semplicemente Sandrina. La vittima del tragico incidente di lunedì mattina sul Gran Zebrù, gruppo Ortles-Cevedale e al confine tra Sondrio e Bolzano.

E' la stessa montagna che meno di un mese fa si era portata via anche due alpinisti bergamaschi, Fernando Bergamelli e Oscar Cavagnis, travolti e uccisi da una valanga, trascinati a valle per centinaia di metri. Sandrina Bianchi era in montagna insieme al suo istruttore, il 60enne Bruno Fontana (anche lui di Darfo).

Precipitata nel vuoto per più di 600 metri

Entrambi sapevano cosa fare, come muoversi: ma qualcosa è andato storto lo stesso. Secondo quanto ricostruito dal Soccorso alpino, dopo aver risalito il canale delle Pale Rosse, poco prima di raggiungere la Cresta di Solda-Suldengrat (a circa 3.800 metri di altitudine) la ragazza è presumibilmente inciampata e caduta, per almeno 600 metri. Il compagno di cordata ha subito lanciato l'allarme, preso in consegna dal 112 di Bolzano che allertato la squadra del Soccorso alpino di Solda.

Con l'aiuto dell'elicottero Pelikan3 i soccorritori hanno raggiunto l'alpinista, purtroppo già deceduta. La salma è stata recuperata e trasportata prima a Solda e poi a Silandro. I rilievi sono stati affidati ai carabinieri: la magistratura non ha ritenuti necessari ulteriori approfondimenti, e ha già dato il via libera alla sepoltura. A breve il corpo di Sandrina tornerà a casa, per l'ultimo e commosso saluto dei suoi familiari.

Lascia i genitori e i due fratelli

Era cresciuta nella frazione di Montecchio insieme ai genitori e ai fratelli: la piangono mamma Claudia e papà Luciano, la sorella maggiore Erika, i fratelli Luca (che vive in Nuova Zelanda) e Dario (che abita a Modena). Lavorava in una piadineria del centro commerciale Adamello. Amava la natura, e s'impegnava per questo: faceva parte dell'associazione dei Los Chicos Buenos, la cui missione è “riportare zone abbandonate a nuova vita”. Anche da loro arriva un simbolico abbraccio alla famiglia.

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