Omicidio Manuela, momento shock al processo: lacrime e grida della sorella

Ha preso il via il processo per la morte di Manuela Bailo, la giovane sindacalista uccisa poco meno di un anno fa dal suo amante Fabrizio Pasini

Seduto al suo posto, con le manette ai polsi, lo sguardo basso. Forse non l'ha mai alzato da terra. Ma dovrà farlo sicuramente il 22 novembre prossimo, quando verrà ascoltato dal giudice. Alla fine di gennaio è invece attesa la sentenza: da una parte l'accusa, che chiede venga giudicato per omicidio volontario e premeditato, dall'altra la difesa, che continua a sostenere si sia trattato di un incidente, la conseguenza imprevedibile di un litigio.

L'omicidio e il processo

Ha preso il via il processo per la morte di Manuela Bailo, la giovane sindacalista bresciana uccisa dal suo collega di lavoro Fabrizio Pasini, entrambi in servizio alla Uil che si è costituita parte civile, nel luglio dello scorso anno: i due erano amanti. La scomparsa di Manuela è stato il giallo che ha caratterizzato l'estate bresciana. Il suo corpo è stato ritrovato 15 giorni dopo, nascosto in una vasca per liquami in una cascina abbandonata. Ce l'aveva messo Pasini, che a fatto compiuto se n'era andato in vacanza con la famiglia, in Sardegna.

In tribunale lacrime e rabbia. C'erano tutti i familiari di Manuela: mamma Patrizia e papà Elvio, la sorella Arianna. Proprio lei non ci ha più visto del dolore. Alla fine dell'udienza si è alzata in piedi, gridando e piangendo: “Ti rendi conto di quello che hai fatto, di quello che ci hai tolto!?”. Lo ha detto rivolgendosi a Pasini, che non ha proferito parola. E non ha nemmeno alzato gli occhi.

La tesi dell'accusa

La tesi dell'accusa è chiara. Pasini avrebbe ucciso Bailo con un coltello, sgozzandola. Poi avrebbe caricato il cadavere in macchina per portarlo ad Azzanello, dove poi verrà ritrovato. I due erano amanti da tempo. Forse Manuela voleva convincerlo a lasciare la moglie. La notte della tragedia lui aveva mentito alla madre dei suoi figli, dicendo che voleva stare vicino a un amico che non stava bene. E invece era con Manuela. E poi la ucciderà. L'omicidio si sarebbe consumato a Ospitaletto, nella casa della madre della moglie. Come se nulla fosse, Pasini andrà in vacanza in Sardegna con la donna e i figli. Verrà tenuto d'occhio a distanza dai carabinieri che già sono sulle sue tracce. La banalità del male: in due settimane nemmeno un gesto o una reazione che potesse ricondurre a quanto aveva appena fatto. Freddo e glaciale. Spietato.

La versione della difesa

Per la difesa Manuela non è stata uccisa volontariamente. I due sarebbero tornati a casa per riprendere gli occhiali, che verranno poi ritrovati sul comodino. Tra Bailo e Pasini si sarebbe scatenato un acceso diverbio, culminato poi con la rovinosa caduta dalle scale di Manuela. Accidentale, ma letale: la ragazza sarebbe morta così, dopo uno spintone. E i segni della lama sul collo? Incidente di percorso, nel momento in cui il corpo sarebbe stato prelevato e trasferito. Ora è il tempo dell'attesa: il 22 novembre la prossima udienza.

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