"Mia moglie mi chiamava, Manuela urlava: non ho capito più nulla e l'ho spinta"

Omicidio Manuela Bailo, la nuova versione di Fabrizio Pasini (ormai in carcere da quasi due mesi): “Non smetteva di urlare, allora l'ho spinta giù dalle scale”

Un raptus improvviso, il culmine di una tensione ormai alle stelle: “Non smetteva di urlare, stava svegliando tutti. Così l'ho spinta ed è caduta dalle scale. Sembrava solo ferita, e invece non si è più ripresa”. La nuova versione di Fabrizio Pasini, l'ex sindacalista della Uil accusato di omicidio e occultamento di cadavere, in carcere ormai da quasi due mesi: i fatti raccontato riconducono al 28 luglio scorso, il giorno in cui è stata uccisa la 35enne Manuela Bailo, anche lei al lavoro negli uffici del sindacato bresciano.

La nuova versione di Pasini cambia parecchio rispetto a quella del primo interrogatorio. Il litigio non si sarebbe più scatenato per colpa di un tatuaggio, ma per una tensione crescente tra i due: "Non le andava più bene il ruolo dell'amante, mi voleva tutto per sé". Una discussione cominciata qualche ora prima: a detta dell'accusato, lui sarebbe inciampato sul tappeto di casa, facendosi male al costato.

Insieme a Manuela sarebbe poi andato al pronto soccorso per farsi medicare. Sono le 2 e passano altre due ore: Pasini e Bailo sarebbero poi tornati a Ospitaletto, nella casa dei genitori di lui. Sono quasi le 4, il telefono di Pasini continua a squillare, telefonate e messaggi: è la moglie che vuole sapere dove si trova, cosa sta facendo, come mai non è ancora rientrato a casa.

Una circostanza che – sempre a detta di Pasini – avrebbe scatenato l'ira di Manuela, nonostante la loro relazione fosse già finita. Quindi l'ennesima lite, le urla della giovane donna, lo spintone che la fa cadere dalla scale. Il resto purtroppo è storia nota: Manuela viene ritrovata giorni e giorni dopo, abbandonata nella vasca di una cascina nelle campagne cremonesi. E intanto Pasini è andato e tornato dalle ferie, con la moglie e i figli.

Per gli inquirenti qualcosa non torna ancora. Sul corpo di Manuela infatti ci sarebbero ferite corrispondenti a un'arma da taglio, insomma a un coltello. La ragazza sarebbe stata colpita anche al collo. Circostanza non confermata né dalla prima né dall'ultima confessione di Pasini. Sul caso a breve cominceranno anche le indagini del Ris di Parma, il celebre Reparto di investigazioni scientifiche dell'Arma dei Carabinieri.

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