«Ho bisogno di mare e relax», così l'amante di Manuela dopo l'omicidio

Il giorno dopo l'omicidio, Pasini ha confessato al suo datore di lavoro di avere bisogno di una vacanza.

Una vacanza al mare, con moglie e figli, per rilassarsi: il tutto con il cadavere di Manuela ancora caldo, chiuso in un sacco e nascosto in una cascina del Cremonese. A distanza di cinque giorni dalla confessione di Fabrizio Pasini, emergono particolari che rendono la vicenda ancor più raccapricciante. 

In un'intervista pubblicata su "Il Giorno", il segretario provinciale della Uil di Brescia, Mario Bailo (solo una coincidenza che abbia lo stesso cognome di Manuela) ha rivelato il contenuto del colloquio che ebbe con Pasini il giorno giovedì 2 agosto, prima che quest'ultimo - espulso ufficialmente dalla Uil a seguito di quanto successo - partisse con moglie e figli per la Sardegna.  

«Ho un ricordo nitido di quell’episodio. Si parlava di ferie e io gli dicevo che non avevo la testa per pensarci: lo scorso febbraio ho perso un nipote in un incidente e non sono nello stato d’animo giusto per partire. Lui invece ha ribattuto con convinzione di contare le ore che lo separavano alla partenza, di avere un gran bisogno di rilassarsi al mare con la famiglia perché molto stanco». Prosegue Bailo: «Per me Pasini non è più un collega, né un uomo qualunque. È un assassino che ha raccontato una montagna di bugie e ha rubato non solo la vita alla povera Manuela, ma ha anche distrutto quella di due famiglie».

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