Cronaca

Uccide il pusher con più di 80 coltellate, condannato a 17 anni di carcere

Confermata in Appello la condanna a 17 anni per Manuel Rossi, accusato di concorso in omicidio con la fidanzata Giulia Taesi (già condannata in via definitiva)

Giulia Taesi e Manuel Rossi

I giudici della Corte d'appello di Milano hanno confermato la condanna a 17 anni di carecere per Manuel Rossi, oggi 30enne, accusato di concorso in omicidio con la fidanzata Giulia Taesi, già condannata in via definitiva a 16 anni di reclusione. Erano insieme la notte in cui il 48enne Riadh Belkahla venne ucciso con 81 coltellate, nelle campagne di Zocco di Erbusco. Il cadavere dell'umo venne ritrovato da un passante diverse ore più tardi.

Nella nuova sentenza si esclude però l'ipotesi della premeditazione: da qui la volontà dei legali del ragazzo di proporre un secondo ricorso anche in Cassazione. Manuel Rossi, fin dalle prime fasi della lunga vicenda processuale, ha sempre tentato di prendersi la colpa, per scagionare la fidanzata.

Ucciso per un debito di mille euro

Ma le evidenze delle indagini hanno inequivocabilmente confermato anche il coinvolgimento della ragazza, appunto già condannata in via definitiva. Secondo quanto ricostruito dai giudici e dagli inquirenti, Rossi e Taesi avevano un debito di droga di oltre mille euro con Belkahla, pusher di origini tunisine ma con moglie e figlia ad aspettarlo a casa.

Nella sua stessa auto, una vecchia Mercedes, venne brutalmente ammazzato con 81 coltellate. Pare che i due fidanzati avessero voluto tendergli una trappola, per convincerlo in qualche modo a ritirare qualsiasi pretesa sul debito in essere. Ma qualcosa è andato storto, e la colluttazione si è tramutata in tragedia. E conclusa, almeno per ora, con due condanne e oltre 30 anni di carcere.

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