Cronaca

Bedizzole, in piazza contro il gassificatore: «L'ambiente prima di tutto!»

Sono passati pochi mesi e il Comitato Civico Salute e Ambiente di Bedizzole scende di nuovo per le strade, fuori dalla sede della Provincia di Brescia: "L'iniziativa privata non deve recare danno alla salute umana"

Fa sempre piacere vedere tanti bambini che sorridono. Accompagnati dalle mamme, e dagli attivisti del Comitato Civico Salute e Ambiente di Bedizzole, scesi in piazza assieme ai ragazzi della Rete Antinocività Bresciana per ribadire il loro deciso NO al progetto del gassificatore di Bedizzole, un gassificatore di pollina, un gassificatore di deiezioni avicole. E’ passato qualche mese dalla prima protesta, proprio al di fuori della sede della Provincia, sono passati tre giorni dalla nuova protesta, ancora fuori dalla sede provinciale, proprio mentre si discuteva una nuova conferenza dei servizi.

“Vogliamo ribadire il nostro dissenso su questo impianto – ha spiegato Gianpietro Fogliazza, presidente del Comitato – Un impianto dannoso per la salute delle persone e dell’ambiente. Le emissioni prodotte dalla combustione della pollina andrebbero infatti ad aggravare la già gravissima situazione ambientale della nostra Provincia, una delle zone più inquinate d’Europa”. Secondo i recenti rapporti ARPA la situazione non è delle più rosee, e sarebbe necessaria una riduzione del 50% (ma anche del 70!) di tutte le emissioni inquinanti in terra lombarda.

“Hanno protestato gli adulti, ma soprattutto i loro bambini – aggiunge Pamela Pertusini, fotografa e attivista – che starebbero meglio se ci fossero più parchi per giocare, per divertirsi, per imparare, magari in una giornata di sole come oggi, invece che trovarsi al caldo, sul cemento, per chiedere di tutelare il loro futuro. Con che responsabilità si sta portando Brescia a diventare città insostenibile? La politica di oggi è quella del breve termine, nascosta dietro un progetto energetico da fonti rinnovabili. Quando si parla di pannelli fotovoltaici o di altre iniziative ecosostenibili non si trovano né soldi né interesse”.

Una soluzione quella del fotovoltaico che andrebbe presa in seria considerazione. Ce lo ricorda anche Ettore Brunelli di Legambiente: per produrre 1 MWe di energia (quanto auspicato con il nuovo gassificatore) basterebbero 10mila mq di pannelli, sul tetto di uno tanti capannoni sfitti, dei tanti capannoni abbandonati. E invece? “Invece si costruiscono altri centri commerciali, ulteriori centri che sottraggono verde per servizi già in sovrabbondanza sul territorio – ancora Pamela – L’ennesima presa in giro di chi vuole cittadini che continuino a perdersi nel consumismo, purché non si occupino di politica del territorio”.

“Mi piace ricordare a coloro che si sentono onnipotenti che l’uomo e l’ultimo anello della catena, ed è il più inutile alla sopravvivenza dell’ecosistema Terra. Meno facciamo, e meglio sta l’ambiente”. In piazza per il futuro, per uno sviluppo più sostenibile. E, ripetono dal Comitato, “riconoscere lo stato di emergenza ambientale del territorio”, per bloccare immediatamente “tutti i progetti ad elevato impatto ambientale”.

Citando anche la Costituzione italiana, l’articolo 41: “L’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza umana”. Detto, fatto.

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