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INQUINAMENTO “No al gassificatore! Bruciare non è la soluzione”

Il Comitato Civico di Salute e Ambiente di Bedizzole occupa pacificamente l'ingresso della sede della Provincia settore Ecologia in Via Milano. Cittadini, attivisti e anche bambini gridano insieme "basta inquinamento!"

Da lontano il rumore di qualche tamburo, un fischietto o due, il suono di una tuba.. poi tanti slogan, facili da dire e da ricordare, come ‘Gassificatore uguale tumore’, ‘Aria pulita per i bambini’ o ‘Bruciare non è la soluzione’. Tra bandiere, qualche sorriso e una sana e pacifica protesta si è svolta questa mattina la seconda conferenza dei servizi che valuterà la costruzione di un gassificatore di pollina, per usare un eufemismo stiamo parlando delle deiezioni avicole, nella ‘pregiata’ zona di Macesina a Bedizzole. Un impianto ad alto rischio di inquinamento che non piace neanche ai tanti Comuni confinanti, da Calvagese a Lonato, da Prevalle a Padenghe.

Il presidio popolare, organizzato dal Comitato Civico Salute e Ambiente di Bedizzole, ha visto la partecipazione anche di alcune associazioni ambientaliste della Provincia (come Legambiente o il Comitato Spontaneo Contro le Nocività), oltre a un folto stuolo di cittadini ‘indignati’ che si sono radunati al di fuori della sede della Provincia settore Ecologia in Via Milano 13. “La nostra è una manifestazione popolare a cui partecipano forze traversali – racconta a BresciaToday Gianpietro Fogliazza, presidente del Comitato – Il nostro è un presidio davanti alla Provincia ma non per questo contro la Provincia. Riteniamo che l’ente provinciale sia l’interlocutore migliore a cui presentare le nostre istanze, non vogliamo fare nessuna aperta polemica”.

Nelle scorse settimane una conferenza pubblica in cui hanno partecipato i professori Federico Valerio e Marino Ruzzenenti, già noti alle cronache per la difesa a spada tratta del territorio a rischio di Selvole a Castel Goffredo. “Brescia è già sazia di inquinamento – aggiunge Roby, tra le attiviste più energiche della mattinata – Con un impianto di questo tipo avremo garantita un’aria più che puzzolente, come un camion con l’acceleratore a manetta per 24 ore su 24. Il gassificatore non deve essere fatto, né da noi né da nessuna altra parte!”.

“Andremo avanti compatti – prosegue invece Fogliazza – con le nostre scelte e le nostre azioni, in difesa dei nostri diritti e del nostro territorio. Senza dimenticare che abbiamo il sostegno delle nostre amministrazioni (sindaci e vicesindaci oggi presenti alla conferenza servizi, ndr) che in più occasioni hanno ribadito un chiarissimo no al gassificatore. Noi vogliamo proporre una serie di alternative, e ci tengo a sottolineare che la Provincia sta effettuando un lavoro rigoroso, attento e ponderato. Segno inequivocabile di una certa consapevolezza”. Una consapevolezza che non può non fare caso alle 10mila firme raccolte per bloccare il progetto prima, e la costruzione poi, del nuovo impianto in terra bedizzolese.

In ‘campo’ anche il Comitato Salute e Ambiente di Capriano del Colle, altra location a rischio impianto, dove si discute della costruzione di una centrale ad olio vegetale che dovrebbe bruciare circa 21 tonnellate giornaliere. Con effetti devastanti in termini di polveri sottili, Pm10 e Pm2,5: “Siamo fieri di essere qui a portare la nostra solidarietà – commenta il presidente del Comitato Salvatore Fierro – Non possiamo accettare che ci venga imposto un ulteriore inquinamento in un territorio che ha già problemi rilevanti, come la statale quinzanese o la discarica con il Cesio 137”.

“Proprio per questo ribadiamo il no totale da parte di un’intera città, da tutti i cittadini e da tutta l’amministrazione, maggioranza e opposizione. Che senso ha fare una centrale che brucia 21 tonnellate di olio vegetale al giorno?”.

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