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Foto di repertorio

Foto di repertorio

"La frana può generare un'onda a 180 km/h orari, alta fino a 9 metri"

La frana di Tavernola potrà scaricare fino a 2,1 milioni di metri cubi nel lago: è attesa un'onda di sei minuti alta anche 9 metri

“Non esiste un solo paese del lago che non sarà interessato da questa onda anomala: parlare di tsunami è un errore geologico, per certi aspetti piuttosto ricorderà il Vajont”. Lo ha riferito martedì sera su Facebook il sindaco di Iseo, Marco Ghitti, a poche ore dall'ultima riunione del Com, il Centro operativo misto che sta quotidianamente monitorando la situazione della frana che tiene il Sebino con il fiato sospeso.. Il primo cittadino ha reso note le prime evidenze degli studi (ancora in corso) del Politecnico di Milano e delle università di Bologna e Firenze.

Dalla montagna di Tavernola potrebbero staccarsi dai 700mila agli oltre 2,1 milioni di metri cubi di materiale: potrebbero cadere tutti (o quasi) nel lago, in un punto dove la profondità raggiunge i 250 metri. “Non è uno tsunami, il modello è quello di un grosso sasso in un secchio – ha detto Ghitti – e quindi se c'è tanta acqua, ne viene fuori di più: per questo la profondità è un dato ulteriormente negativo e preoccupante”.

L'onda correrà fino a 180 chilometri l'ora

Ad oggi le certezze sono poche, se non che la frana prima o poi ci sarà, “ma non sappiamo quando e quanta ne verrà giù”. Si stima una velocità di entrata dai 39 ai 52 metri cubi al secondo: una furia in grado di creare un'onda che si muoverà fino a 180 chilometri orari. In circa 30 secondi sarà a Montisola, in meno di un minuto e mezzo sarà a Iseo. L'impatto coinvolgerà tutti i Comuni, con questo ordine di gravità: Tavernola, Montisola, Marone, Sulzano, Iseo e Sale Marasino, ma probabilmente interesserà anche Castro e Paratico.

Alta 9 metri: "Conseguenze drammatiche"

L'onda anomala, riferisce ancora Ghitti, potrebbe proseguire per almeno 6 minuti, e raggiungere un'altezza fino a 195 metri sopra il livello del mare, quindi 9 metri rispetto al piano di calpestio di Iseo. Tra le ipotesi al vaglio anche quella di svuotare il lago di 63 centimetri in tre giorni. In ogni caso sono attese “conseguenze drammatiche: l'obiettivo della Prefettura è non far morire nessuno, per i danni si vedrà”. In questo momento il livello di allerta è “giallo”, quindi “attenzione e osservazione”: in base ai movimenti della frana si passerà al livello “arancione”, quindi di pre-allarme, e infine “rosso”, con la frana in caduta libera verso il lago.

Il piano di evacuazione per i residenti

Quando sarà “rosso”, suoneranno le sirene e le campane delle chiese: sarà l'ultima chiamata per l'evacuazione delle zone più a rischio. “Provvederemo allo sgombero dell'ospedale già quando l'allerta sarà arancione – continua Ghitti – In accordo con l'Asst, stiamo già riducendo le prestazioni ai casi di reale urgenza, dirottando ricoverati in altre strutture”. Tra le ordinanze in vista anche la chiusura dei mercati e delle strade. A breve sarà consegnato (ad personam o quasi) il piano di evacuazione completo.

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