Bresciani: popolo di grandi lavoratori... e grandissimi evasori

Dall'indagine del Centro studi Sintesi per il Sole 24 Ore, Brescia risulta essere al 92esimo posto su un totale di 103 provincie italiane e, al Nord, svetta tristemente sul gradino più alto del podio

Lugano: una delle mete preferite degli evasori italiani

L'evasione fiscale continua a essere uno dei principali nodi del Paese e il sommerso, secondo Bankitalia, ha raggiunto il 27% del Pil. Purtroppo, e come era prevedibile, non bastano le dichiarazioni di Ferragosto del presidente del consiglio né qualche blitz una tantum ma si deve fare molto di più. Se lo spread è così alto è anche colpa dell'immagine di illegalità diffusa che l'Italia trasmette all'estero.

Lo afferma Damiano Galletti, segretario generale della Cgil Brescia, a commento dell'indagine sul rischio evasione fatta dal Centro studi Sintesi per il Sole 24 Ore e che vede Brescia tra le città più a rischio evasione in Italia, per l'esattezza al 92 ° posto su 103 province italiane.

Oltre a esseri tra i più disonesti a livello nazionale, Brescia indossa la maglia nera dell'intero Nord. Non solo, rispetto al 2006, ha perso in classifica ben 38 posizioni.

«La 92esima posizione su 103 provincie, ultima provincia del Nord Italia, conferma che a Brescia ci sono tanti redditi nascosti e non dichiarati e tanta ricchezza è prodotta illegalmente – dichiara Galletti -. Un triste record, che fa il paio con l'essere una tra le città più inquinate d'Europa ed essere una delle capitali delle morti sul lavoro. In questi anni i lavoratori e le lavoratrici, e con loro i pensionati e le pensionate, hanno pagato pesantemente il prezzo della crisi. In tanti hanno perso il lavoro, tutti hanno visto i redditi reali calare: sicuramente non sono loro quelli che hanno mantenuto il tenore di vita elevato, continuando ad acquistare barche o automobili di lusso (oltre il 10% del parco macchine a Brescia, al pari di poche altre città) come se nulla fosse accaduto».

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