Cronaca

Sirmione, la Regina dei Canneti resiste: «Difendiamo Punta Grò!»

Polemiche accese tra ambientalisti e amministrazione, mentre a Punta Grò proseguono i lavori del cantiere. Un sopralluogo ricco di botta e risposta, qualche foto che non è piaciuta troppo: "Due posizioni opposte"

Un sopralluogo un po’ agitato quello di sabato scorso tra i canneti di Punta Grò, mentre continuano i lavori previsti dal Pgt. Forse il freddo, forse l’orario, forse anche la nebbia, sta di fatto che l’aria che si respira non è leggerissima, e Sirmione di questi tempi è terreno fertile per le polemiche. In questi giorni poi, tra i Comitato di Tutela di Punta Prò e l’assessorato all’Ambiente le cose sembrano pure peggiorate. Problemi di comunicazione? No, due posizioni opposte, due concezioni diverse.

“E’ già tanto se vi invito”. Così avrebbe risposto l’ex sindaco Ferrari a ‘quelli’ del Tavolo Provinciale di Coordinamento Canneti nella mattinata del sopralluogo. Scatenando le reazioni degli ambientalisti presenti, dalla presidente del Comitato Laura Simeone al suo attivissimo segretario Franco, passando per Gabriele Lovisetto del Comitato Parco Colline Moreniche del Garda. Membri permanenti del già citato Tavolo Canneti, che dal 2010 si impegna nel monitoraggio, nella tutela e nella manutenzione dei canneti del territorio non solo bresciano. E che al suo interno annovera due Province (Brescia e Verona), i comitati ambientalisti e altre associazioni, oltre a poco meno di una decina di Comuni, da Lazise a Bardolino.



“Se c’è un tavolo di coordinamento con un protocollo rigido non può che essere rispettato – ci spiega Laura Simeone, ormai conosciuta come la Regina dei Canneti  – se è stato istituito è perché deve avere un senso e deve avere una funzione. Noi a questo Tavolo siamo seduti di diritto, invece a questo punto non c’è più collaborazione. Così facendo si vogliono vanificare tanti progetti ambientali anche importanti, così facendo si vogliono cancellare tutti i tavoli di confronto precedenti. L’amministrazione di Sirmione non ha mai voluto portare in discussione questi interventi al canneto di Punta Grò, e ora spostano e tolgono la terra con i camion e con le ruspe, proprio tra gennaio e febbraio, proprio nel periodo di nidificazione”.

Qualche foto di troppo, pubblicata su internet, e il botta e risposta è cominciato. “Quello che loro fanno noi lo controlliamo. Siamo di fronte a dati oggettivi, tutti lo possono vedere. I nostri volontari svolgono un monitoraggio quotidiano in una zona vincolata, e ora ci viene detto che il canneto in alcuni punti non ci sarebbe neanche mai stato. Ma noi abbiamo le foto, del 2009 e del 2010: prove inconfutabili”.

Intanto in paese si parla, solite chiacchiere da bar ma forse anche qualcosa di più. Il cantiere va avanti. Ma qualcuno non è d’accordo, e con un sospiro ripensa a San Vito.
 

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