Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

La grandine che ha messo in ginocchio la Bassa: «Chicchi grandi come noci»

A Barbariga uno stadio allagato, a Verolanuova la piscina scoperchiata. Ma i danni più gravi si sono registrati nel settore agricolo: intere coltivazioni compromesse, forse un'annata irrecuperabile

Non sarà facile rialzare la testa, soprattutto dopo un altro colpo durissimo, la grandinata di sabato che ha colpito in particolare l’alto cremonese e la bassa bresciana. A Barbariga perfino lo stadio è stato sommerso dall’acqua, mentre in paese ci sono volute ore e ore per ripulire strade, tetti e viali da quella che non sembrava più neanche grandine, sembrava proprio neve. “Chicchi delle dimensioni di una nocciola”, racconta chi là ci abita, ma l’allarme più forte arriva dalla produzione agricola.

Lo aveva già sottolineato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia, parlando di “una tempesta perfetta” che a quanto pare “ha finito il lavoro già cominciato con le piogge intense di primavera, e ha compromesso in modo definitivo la situazione”. Difficile infatti anche solo immaginare una mappatura precisa dei danni, da Palazzolo a Pompiano, da Orzinuovi a Verolavecchia.

A Offlaga pure un tornado, che ha danneggiato un allevamento di suini, ha raso al suolo “interi raccolti”, ha pesantemente danneggiato “alcuni impianti fotovoltaici collocati sui tetti delle stalle”. Ma su tutto l’asse bresciano si registrano ingenti danni, su quasi tutte le produzioni ‘in loco’: in attesa ora, come richiesto, che venga concesso lo stato di calamità.

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