Rifiutato in amore, le taglia la mano con un machete: espulso dall'Italia

Dopo otto anni di carcere è stato espulso dall'Italia il 26enne Amrinder Singh: nell'estate del 2011, quando aveva soltanto 19 anni, si rese protagonista di una brutale aggressione

Foto d'archivio

E' stato scarcerato ma al contempo espulso dall'Italia il 26enne Amrinder Singh: nell'estate del 2011, quando aveva soltanto 19 anni, si rese protagonista di una brutale aggressione nei confronti di una giovane donna, madre di due figli. Armato di machete l'aveva colpita alle gambe e alle braccia, procurandole gravi ferite fino a farle perdere la mano. Immediatamente arrestato, ha scontato una pena di otto anni.

Esaurito il suo debito con la giustizia, è stato espulso dal territorio nazionale: messo a disposizione dell'Ufficio immigrazione, che ha già provveduto al primo trasferimento a Fiumicino dove è stato poi imbarcato in aereo verso il suo Paese natale. Una storia a tratti agghiacciante quella che coinvolse l'allora 19enne e l'ignara madre che all'epoca aveva 26 anni.

L'incontro e l'aggressione

I due si erano incontrati a casa di lei, quando il marito era al lavoro: non su invito, anzi, il 19enne era entrato di soppiatto da una finestra. Il giovane e la donna si conoscevano a malapena, erano vicini di casa nelle campagne di Montichiari: sembra che lei l'abbia rifiutato a lungo, quel giorno, finché il ragazzo non ci ha più visto dalla rabbia.

Un improvviso raptus di follia, considerato alla stregua di un tentato omicidio: per caso aveva trovato un machete in bagno, l'arma con cui infierirà più volte sul corpo della donna, che tenterà disperatamente di difendersi, ma senza successo. Lesioni e ferite su tutto il corpo, e una mano mozzata: una scena raccapricciante.

"Un ragazzo modello"

Tra grida e richieste di aiuto il giovane venne immobilizzato rapidamente, e subito arrestato dai carabinieri. Una vicenda che aveva shoccato e non poco la comunità, indiana e non, che abitava in zona. In tanti lo definivano come un ragazzo modello: studiava al Cfp di Castiglione, spesso aiutava mamma e papà nei campi, facevano entrambi i mandriani per un'azienda agricola locale. 

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