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Foto di repertorio

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Crac Medeghini, buco da 600 milioni: 24 anni di carcere per i dirigenti

Si è chiusa la vicenda processuale relativa al fallimento dell'azienda casearia di Mazzano. Condannati gli imprenditori Arturo, Giovanni e Severino Medeghini e il loro braccio destro Mauro Mor. Assolti i 5 professionisti che hanno collaborato con la ditta.

La giustizia ha presentato il conto alla famiglia Medeghini, accusata di bancarotta fraudolenta: un buco che secondo gli inquirenti si aggirerebbe attorno ai 600 milioni di euro. Il processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, si è chiuso con la condanna a 24 anni di carcere (totali) per i 4 dirigenti dello storico gruppo caseario di Mazzano.

Un conto salato, ma non salatissimo, dato che il pubblico ministero ne aveva chiesti 10 in più. Nessuna conseguenza per i professionisti, sindaci e revisori, che avevano collaborato con l'azienda. Le pene più pesanti per il presidente e l'amministratore delegato del gruppo: Giovanni e Arturo Medeghini, rispettivamente padre e figlio, sono stati condannati a 8 di carcere.

Condanne più leggere per Severino Medeghini (4 anni e 8 mesi) e Mauro Mor, braccio destro degli imprenditori, al quale il giudice Anna Di Martino ha inflitto 3 anni e 4 mesi. Assolti da ogni accusa gli altri 5 imputati, i professionisti Costanzo Bonomi, Matteo Franceschini, Attilio Bonetti, Pamela Cavallari e Ivan Mora.  

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