Stop all'asporto e frenata sugli alcolici: l’ordinanza del Comune per la Fase 2

Salvo ulteriori modifiche sarà in vigore fino al 14 giugno l’ordinanza firmata dal sindaco Emilio Del Bono per limitare gli assembramenti nelle zone della movida

Movida in Piazza Arnaldo

Superato indenne il secondo weekend della Fase 2, dopo le infinite polemiche degli assembramenti di venerdì 22 maggio che hanno fatto il giro delle cronache nazionali (e non solo), ricordiamo che è operativa fino al 14 giugno l’ordinanza firmata dal sindaco Emilio Del Bono sulla modifica degli orari di vendita e di somministrazione degli alimenti e delle bevande.

Cosa prevede l’ordinanza del sindaco

Nello specifico, è vietata la vendita per asporto di qualsiasi bevanda da parte di tutte le tipologie di esercizi pubblici, compresi i ristoranti. Nel rispetto delle misure di sicurezza a contrasto dell’epidemia sarà ancora consentito consumare le bevande, anche alcoliche, all’interno dei pubblici esercizi. Nelle aree esterne date in concessione a questi ultimi, sarà permessa la consumazione delle bevande (anche alcoliche) purché esclusivamente con servizio al tavolo e nel rispetto delle norme di sicurezza.

E’ inoltre vietata la vendita per asporto di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione da parte degli esercizi di vicinato, delle attività artigianali, dei distributori automatici e delle medie strutture di vendita. Rimane comunque vietato consumare bevande alcoliche di qualsiasi gradazione su area pubblica o privata ad uso pubblico, compresi parchi, giardini e piazze, come previsto dal regolamento di polizia urbana.

Per chi sgarra sanzioni da 400 a 3.000 euro

L’ordinanza è in vigore a decorrere dalle 20 fino alle ore 7 del giorno successivo, nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, compreso lunedì 1 giugno (che è prefestivo): salvo che il fatto non costituisca più grave reato, il mancato rispetto della presente ordinanza è punito, ai sensi dell’articolo 4 comma 1 del Decreto legge numero 19 del 25 marzo 2020, con sanzione amministrativa da 400 a 3.000 euro e la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

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“Si tratta di un provvedimento doveroso, che tuttavia potrà essere modificato – spiega l’assessore al Commercio Valter Muchetti – Sappiamo bene quanto sia delicata e importante questa fase di ripartenza per tutti i pubblici esercizi, ed è nostra intenzione valutare l’evolversi delle cose ed eventualmente alleggerire queste misure non appena ci sarà la possibilità”.
 

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