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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca Castelcovati

In carcere per uno stupro mai commesso, ora chiede un maxi risarcimento

Saint Petrisor, detenuto per 39 giorni con l'accusa di aver abusato dell'anziana vicina di casa, è stato scagionato dalla prova del Dna. Ora potrebbe ottenere un indennizzo fino a 516mila euro

Era finito in carcere con un'accusa pesantissima: quella di aver violentato l'anziana vicina di casa. Dietro le sbarre, tra il penitenziario di Brescia e quello di Pavia, dov'era stato successivamente trasferito, era rimasto per 39 interminabili giorni, finché la prova del Dna non lo aveva definitivamente scagionato. Le tracce biologiche trovate sulle lenzuola della vittima non erano infatti riconducibili all'uomo.

La vicenda, teatro una palazzina di Castelcovati, risale all'ottobre del 2016: un periodo che Saint Petrisor, manovale 32enne di origine rumena, difficilmente potrà scordare. A quasi due anni dall'ingiustizia subita, l'uomo ha presentato il conto, chiedendo un risarcimento per i giorni che ha trascorso in cella. 

L'indennizzo sarà calcolato sulla base di due aspetti: quello quantitativo, relativo alla durata della custodia cautelare, e quello qualitativo, che riguarda le ripercussione negative conseguenti alla detenzione. La cifra massima, in questi casi è di oltre 516 mila euro (516.450,90 per la precisione). 

Non è assolutamente il capitolo finale: anche l'anziana dovrà presto comparire in tribunale, non certo in qualità di vittima: insieme all'amante, un 71enne, dovrà rispondere di calunnia aggravata e simulazione di reato. 

A denunciare l'87enne è stato lo stesso 32enne, padre di famiglia, che la donna aveva accusato di stupro. La nonnina non solo si sarebbe inventata lo stupro, ma avrebbe pure pianificato tutto. Avrebbe simulato la violenza, con l'aiuto dell'amante, per 'punire'  e incastrare il vicino di casa, con il quale aveva discusso in più occasioni.  

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