Cronaca

Asl Chiari: la moglie del direttore e le mazzette cercate dietro al calorifero

E' quanto emerge da un'intercettazione parte dell'inchiesta sulla corruzione nella sanità lombarda, che ha portato all'arresto di Pierluigi Sbardolini e altre 6 persone lo scorso 12 marzo

Pierluigi Sbardolini

Nel ricostruire il giro di tangenti emerso dalle indagini riguardanti la corruzione nella sanità lombarda - che avrebbero accertato anche frequenti contatti e incontri tra l'ex consigliere Massimo Guarischi e l'ex Governatore lombardo e senatore, Roberto Formigoni - i pm descrivono "un vero e proprio sistema consolidato che governa attraverso una filiera di imprese e di pubblici ufficiali il meccanismo degli appalti sanitari in Lombardia".  Lo si legge nella richiesta di custodia cautelare in carcere firmata dai pm di Milano Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, a cui hanno fatto ricorso alcuni dei sette arrestati lo scorso 12 marzo, tra cui, appunto, lo stesso Guarischi.

In questo contesto gli inquirenti segnalano, tra le altre cose, come Pierluigi Sbardolini, direttore amministrativo dell'Asl di Chiari e all'epoca dei fatti manager dell'ospedale San Paolo di Milano, disponesse "abitualmente di somme di denaro in contanti occultate in buste nella sua abitazione".

In un'intercettazione ambientale del 14 novembre 2011 la moglie di Sbardolini, parlando con il figlio, dice: "Non abbiamo ancora scoperto dove ha nascosto i suoi soldi (...) ha messo la busta dietro al calorifero ... nei cassetti delle camicie non ho guardato".

Colpisce poi, a detta dei pm, la "circostanza che Sbardolini, pubblico ufficiale, come avvenuto con Lo Presti (uno dei titolari della Hermex, arrestato, ndr) contatti imprenditori interessati ad appalti pubblici del suo settore non nelle sedi istituzionali ma in incontri volanti nella pubblica via secondo modalità e cautele tipiche della criminalità organizzata".

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