Sanità, nuovo terremoto in regione: 7 arresti, corruzione e tangenti

Sette persone sono state arrestate dalla Dia di Milano per presunte tangenti nella sanità. Tra queste c'é Leonardo Boriani, giornalista, ex direttore della Padania. In carcere tre imprenditori e l'ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi

Ci sono una ventina di indagati nell'operazione della Dia di Milano che ha portato anche all'arresto di tre imprenditori che appartengono alla famiglia Lo Presti, titolare della Hermex Italia, di Cinisello Balsamo  (specializzata in fornitura di macchinari ospedalieri).

In manette anche Leonardo Boriani, giornalista (ex direttore della Padania), l'ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi e Pier Luigi Sbardolini, direttore amministrativo dell'azienda ospedaliera di Chiari, arrestato per fatti risalenti al periodo in cui lavorava al San Paolo di Milano. Perquisiti invece gli uffici di Carlo Lucchina, direttore generale dell'assessorato alla Sanità. Tra le aziende ospedaliere coinvolte anche l'Istituto nazionale tumori e l'Asl di Cremona. Gli arresti sono stati eseguiti su richiesta del pm della Dda di Milano Claudio Gittardi.

Lombardia, inchiesta sanità.
Giuseppe Lo Presti: "Devo accelerare i tumori"

L'indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Milano ha fatto luce su gravi e diffusi episodi di corruzione e tangenti. Riguarda, in particolare, la manutenzione di apparecchiature elettromedicali e di diagnostica tumorale in vari ospedali lombardi, ed è nata da quella sulle infiltrazioni della 'ndrangheta del mondo della sanità che avevano portato all'arresto di Carlo Antonio Ciriaco, ex direttore della Asl di Pavia e Giuseppe Neri, ritenuto il capo della 'locale' della 'ndrangheta pavese. Gli investigatori parlano di una "ramificata rete di complicità nel mondo sanitario e istituzionale".

Sulla vicenda, intanto, è intervenuto il neo governatore Roberto Maroni: "Non ho commenti da fare, mi sorprende molto questa cosa, spero che la giustizia faccia al più presto il suo corso". Per marcare la discontinuità dalla giunta Formigoni (indagato per associazione a delinquere), in realtà qualcosa da dire ci sarebbe stato, invece di limitarsi a essere sorpreso. Anche perchè, durante la corsa al Pirellone, aveva dichiarato: "La mia storia è lì a dimostrare che se c'è bisogno di onestà e trasparenza io sono in grado di garantirle. Caccerò chi ha sbagliato". Questo - per esempio - sarebbe stato un ottimo commento, anche fuori dalla campagna elettorale.

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