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Adro: manifesto ritorsivo e razzista contro sindacalista, Lega Nord condannata

Il Tribunale di Brescia ha condannato la Lega Nord per un "manifesto razzista e ritorsivo" contro l'attivista dello Spi Cgil, Romana Gandossi, intervenuta in paese per aiutare una famiglia marocchina sotto sfratto

Il Tribunale di Brescia ha condannato la Lega Nord di Adro per il "manifesto razzista e ritorsivo" affisso nella sede adrense del partito contro l'attivista dello Spi Cgil, Romana Gandossi, in cui c'era scritto, tra vari insulti: "Cara la me romana sono tutti bravi a fare i culattoni con il culo degli altri", frase che il giudice ha giudicato un “atto ritorsivo” contro la donna. "Portalo a casa tua il beduino sfrattato", veniva poi aggiunto più avanti.

Il procedimento era stato mosso originariamente contro i vertici del Carroccio, Umberto Bossi e Giancarlo Giorgetti. Il giudice del Tribunale di Brescia, Maria Grazia Cassia, ha però riconosciuto la soggettività giuridica della Lega Nord di Adro, al contrario di quanto sostenuto dalla Cgil bresciana.

Il manifesto incriminato era comparso sulla vetrata della sede del Carroccio di Adro dopo che la Gandossi era intervenuta per aiutare una famiglia marocchina sotto sfratto. La Lega Nord di Adro dovrà così risarcire non solo l'attivista, ma anche le associazioni ricorrenti.

Sono "evidenti la portata diffamatoria del messaggio oggetto di censura, così come la sua valenza razzista" si legge nell'ordinanza, che sarebbe destinata a fare giurisprudenza. E' infatti "la prima volta - ha spiegato l'avvocato dell'Asgi (Associazione Studi giuridici sull'Immigrazione) Alessandro Zucca - che viene riconosciuto vittima di molestia un soggetto che non fa parte del gruppo discriminato, in questo caso cittadini stranieri".


L'intera vicenda è poi definita dal giudice come un “comportamento che lede la dignità della persona e crea un clima degradante, umiliante o offensivo”, in cui una donna viene “molestata per aver difeso gli appartenenti a un determinata etnia o gruppo extra nazionale”.

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