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Immagine di repertorio

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Tre milioni di euro alla badante, ma non ci fu circonvenzione d'incapace

Assolti con formula piena la badante, il figlio e l'avvocato: l'anziano era sentimentalmente legato alla donna, ed era in grado di intendere e volere

Quello che iniziò come semplice rapporto lavoro si è trasformato in vero sentimento d'amore, tanto che alla morte dell'uomo tutta l'eredità è finita alla donna. È giunta al capolinea la vicenda giudiziaria innescatasi alla morte di Vincenzo Risatti, ex albergatore gardesano di Limone, scomparso ormai da diversi anni. Lo riporta il Giornale di Brescia. 

La vicenda. Dopo alcuni anni durante i quali Raisa Ruso, badante moldava, ha accudito Risatti, l'uomo si è innamorato della donna, in Italia con il figlio Daniel. Qualche tempo prima di morire, l'ex albergatore, accompagnato dall'avvocato Luca Dagnoli, suo pronipote, è andato dal notaio per intestare alcuni suoi averi alla donna. In totale il valore dei beni si aggirerebbe attorno ai tre milioni di euro tra case, gioielli e contanti. Tutto venne bloccato però alla morte di Risatti: quattro potenziali eredi di sangue dell'uomo hanno espresso le loro perplessità, ed è partita l'indagine. 

Nei giorni scorsi, l'ultimo atto: al momento della stesura del testamento, il 92enne Risatti era perfettamente in grado di intendere e volere, circostanza confermata in sede processuale dal notaio, dal fisioterapista, dal funzionario di banca e da altre persone. Completamente assolti la badante e il figlio (coerede con la madre), e l'avvocato Dagnoli, che tra l'altro non beneficiò del lascito. Alla fine, l'amore vince sempre. 

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