Famiglia sterminata in casa, il processo: chiesto l'ergastolo per Salvatore Marino

Martedì mattina è ripreso il processo (il quarto, in appello) per Salvatore Marino: l'accusa ha chiesto l'ergastolo per la strage della famiglia Cottarelli

Foto d'archivio

Un'odissea giudiziaria infinita, quando sono passati ormai quasi 13 anni da quel giorno terribile: era il 28 agosto del 2006, il giorno in cui Angelo Cottarelli, con la moglie Marzenna Topor e il figlio Luca, vennero brutalmente uccisi tra le mura di casa, in Via Zuaboni a Urago Mella. 

In ordine cronologico, l'ultima sentenza è quella della Corte di Cassazione, circa un anno e mezzo fa: ha confermato la condanna all'ergastolo per Vito Marino, ma ha invece annullato la sentenza della Corte d'Appello che in precedenza aveva condannato al carcere a vita anche il cugino Salvatore.

Il quarto processo in appello

Per lui il processo è ripreso martedì: la prossima udienza è stata fissata al 3 giugno. Si tratta del quarto processo in appello che coinvolge Salvatore Marino: così come il cugino Vito, venne assolto in primo grado, in tribunale a Brescia. Poi entrambi condannati, all'ergastolo, in Appello: in seguito rinvii e annullamenti, fino all'ultima sentenza della Cassazione, che appunto ha confermato la condanna a Vito Marino. Ma non a Salvatore.

Vicenda intricata: le udienze si sono svolte a Brescia e Milano, martedì mattina il processo intanto è ripartito, ancora nel capoluogo lombardo. In quella sede l'accusa ha chiesto l'ergastolo, circostanza ovviamente rigettata dalla difesa, che nel ribadire la “non responsabilità” di Salvatore Marino ha sollevato anche dubbi sull'imparzialità del giudice. Non è finita qui: se ne riparla tra meno di due mesi, quando è attesa la sentenza.

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