Cronaca

Ragazza pakistana chiusa in casa perché troppo bella

La famiglia ha saputo che i compagni la corteggiavano e i familiari non hanno esitato a segregarla in casa. La deputata Souad Sbai: "È l'ennesimo scandalo"

Una ragazza pakistana manca da scuola da 15 giorni. Frequenta un istituto professionale a Brescia ma la famiglia ha deciso che attira troppe attenzioni dei compagni di classe e quindi deve stare chiusa in casa. Infatti è molto bella, troppo, anche se non fa nulla per mettersi in mostra. Anzi: veste l'abito tradizionale e ha il capo coperto dal hijab. L'allarme è scattato dopo una lettera scritta a "BresciaOggi" da uno dei professori che insegnano nell'istituto e poi ripresa da "La Stampa". Il caso di Hina torna tragicamente alla mente anche se questa volta, per fortuna, non si è arrivati a un delitto. "Ci risiamo: è l'ennesimo scandalo causato dal buonismo multiculturale moderno, che tutto permette e tutto giustifica, sulla pelle della seconda generazione immigrata in Italia. Occorre con urgenza un provvedimento sulla cittadinanza".


E' il commento di Souad Sbai, deputata Pdl. "Rischiare di tornare in Pakistan per la scadenza del permesso di soggiorno, causa la non frequenza della scuola, è solo l'ultimo dei soprusi che una ragazza come Jamila può subire. Segregata, costretta a non vedere nessuno e obbligata al velo: questo è oscurantismo - prosegue Sbai - e oggi come non mai necessita una legge che smantelli anche la sola possibilità che una situazione del genere si verifichi. Faccio appello al Presidente Berlusconi - dice ancora la Sbai - affinché si adoperi con tutte le sue forze per dare una patria e un futuro senza discriminazioni a questi ragazzi, che sono a tutti gli effetti italiani per aver conseguito gli studi obbligatori e pensano italiano e sognano italiano".

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