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Video hot di una dottoressa: nei guai un vigile e un ex giocatore del Brescia

Il cerchio si chiude: sono 10 le persone che rischiano il rinvio a giudizio per revenge porn, dopo aver diffuso i video intimi di una dottoressa bresciana di 40 anni

Revenge porn, il cerchio si chiude: la Procura di Brescia ha notificato la chiusura delle indagini a tutti e 10 i soggetti che già erano stati iscritti nel registro degli indagati, qualche mese fa, per la diffusione non autorizzata di video hot di una dottoressa bresciana di 40 anni, che per questo aveva perso anche il lavoro (in una clinica privata). I filmati erano rimbalzati su varie chat di Whatsapp prima di diventare virali sui social e in rete, anche su siti porno.

Come scrive il Giornale di Brescia, nell'elenco degli indagati ci sono anche nomi eccellenti. Tra questi un ex giocatore del Brescia Calcio e la figlia di un noto allenatore, un agente di Polizia Locale, un personal trainer e un buttafuori: abitano in città, in provincia (sul Garda, nella Bassa e in Franciacorta) e a Bologna, Torino e Roma.

L'incubo del "revenge porn"

Sono accusati di revenge porn, letteralmente “porno-vendetta” ma in pratica la condivisione di immagini o video intimi senza il consenso dei diretti interessati. Nella posizione più complicata – rischia fino a 6 anni? – si troverebbe l'ex compagno della giovane donna, ovvero colui che per primo ha diffuso quei video.

Liberando una “catena” che ha reso la vita impossibile alla professionista bresciana, che come detto è stata licenziata dal lavoro, si è rivista in decine di chat e siti web, addirittura avrebbe dovuto affrontare persone che l'avrebbero raggiunta a casa (oltre ai video, infatti, in alcuni casi sarebbero stati diffusi anche dati sensibili e personali, come il nome o l'indirizzo).

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