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Foto d'archivio

Foto d'archivio

Video hot sulle chat di migliaia di persone: in Procura una lista di 10 nomi

Il cerchio si stringe, probabilmente, intorno ai presunti responsabili del reato di “revenge porn” di cui è stata vittima una dottoressa bresciana (che ha pure perso il lavoro)

L'incubo non è ancora finito per la dottoressa bresciana di 40 anni finita alla ribalta delle cronache, lo scorso febbraio, per via di una serie di filmati hot (ma privati) che invece erano stati condivisi nelle chat e sui social, diventando virali in pochissimo tempo fino a finire sui siti web specializzati di settore e sugli smartphone di migliaia di persone.

Quei video sarebbero stati condivisi inizialmente dall'unica persona - l'ex fidanzato - che li avrebbe ricevuti, e poi rimbalzati per centinaia e centinaia di volte in gruppi e chat. Come scrive il Giornale di Brescia, in queste ore alla Procura è stato consegnato un elenco di una decina di nomi: sarebbero tra quelli che più di tutti hanno contribuito alla diffusione “virale” dei filmati della dottoressa.

Indagini per "revenge porn"

Per colpa di quei video la donna venne anche licenziata dal posto di lavoro. Anche per questo aveva sporto denuncia: ora l'attività giudiziaria prosegue. Le indagini, affidate alla Polizia Postale, stanno lavorando a un'accusa di “revenge porn”, letteralmente “porno-vendetta” ma in pratica la condivisione di immagini o video intimi senza il consenso dei diretti interessati. Si rischiano fino a 6 anni di carcere, e una multa di 15mila euro.

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