Prestazioni illegittime, coinvolti centinaia di medici: ci sono anche dei bresciani

Due i filoni dell'inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalle procure di Bergamo e Verona: coinvolti anche professionsti bresciani

Foto d'archivio

Ci sono anche medici e dirigenti sanitari bresciani nell'occhio del ciclone della maxi-inchiesta sulle presunte prestazioni sanitarie illegittime condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalle procure di Bergamo e Verona. Lo scrive il Corriere della Sera: sarebbero a centinaia le “posizioni” mediche al vaglio degli inquirenti. Medici e professionisti che a quanto pare avrebbero erogato prestazioni sanitarie “abusive”, ricevendo così somme di denaro ora considerate “indebita percezione”.

Sono queste le ipotesi di reato che vengono contestate a vario titolo a numerosi professionisti. Le Fiamme Gialle hanno già sequestrato circa 200mila euro, soldi che farebbero parte dei circa 750mila euro (presunti) che sarebbero stati incassati al di fuori degli ospedali, e non sempre con procedure trasparenti.

Doppio filone d'indagine

Comunque sono due i filoni d'indagine: nel primo procedimento è già stato condannato per indebita percezione un noto radiologo di Mozzo, in provincia di Bergamo. Fu una segnalazione nei suoi confronti a far scattare le indagini, con accertamenti che hanno coinvolto centinaia di colleghi. In questo filone è stato indagato anche Paolo Scaroni, responsabile di un centro oculistico di Brescia. Secondo l'accusa avrebbe saputo delle prestazioni mediche “illecite” effettuate dall'oculista Andrea Mercanti, che lavorava nella sua clinica: nell'indagine è coinvolta anche la moglie del medico, a cui sarebbero state intestate le fatture per le visite eseguite (insomma, una sorta di prestanome).

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E non è finita. Nel secondo filone dell'inchiesta risultano già coinvolti altri due professionisti bresciani: un oculista di 51 anni, a cui vengono contestati almeno 40mila euro “indebitamente percepiti”, e uno psichiatra di 34 anni, a cui al momento vengono contestati “solo” 3mila euro. Nell'elenco figura anche un noto cardiologo bergamasco. Le indagini proseguono.

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