Omicidio Raccagni: la banda degli albanesi accusata di 11 crimini

Rapine in lungo e in largo tra Brescia e Bergamo, poi la tragedia dell'8 luglio, quando venne ucciso a Pontoglio il macellaio Pietro Raccagni. I Carabinieri sulle tracce del quarto uomo della banda dei giovanissimi albanesi

Pietro Raccagni nel suo negozio

Sono addirittura undici i crimini, di cui nove già accertati, attribuiti alla banda dei quattro albanesi che l’8 luglio scorso uccisero a Pontoglio il macellaio Pietro Raccagni, morto a 53 anni mentre cercava di difendere la sua proprietà.

Tre di loro sono già in carcere: Pjeter e Vitor Lleshi, Anton Vlashi. Hanno tutti appena 20 anni, sono accusati di omicidio preterintenzionale. Il quarto uomo intanto sarebbe già stato individuato dai Carabinieri di Brescia: il cerchio si stringe, la sua cattura potrebbe essere davvero imminente.

Lungo l’elenco dei ‘colpi’ andati a segno, compiuti in rapida sequenza dalla banda degli albanesi, tutti giovanissimi. Il 25 giugno a Morengo, nella bergamasca, dove rubarono anche un’Audi poi utilizzata per altri colpi. Il 2 luglio a Pontoglio rubarono anche quattro fucili, prima di rapinare una casa a Palazzolo. Il 3 luglio doppia rapina nella bergamasca, a Carobbio e Grumello, dove venne rubata anche la Golf poi usata per la rapina in casa Raccagni, avvenuta l’8 luglio.

Il 9 luglio vennero addirittura presi in ostaggio due anziani, ancora a Palazzolo. Il 14 il rientro a Bergamo, questa volta a Telgate. Poi il 15 luglio l’ultimo episodio accertato, con tre furti tentati in tre diverse abitazioni di Roccafranca.

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Impossibile poi dimenticare la tragedia dell’8 luglio, quando morì Pietro Raccagni. Sorprese i ladri in casa, li inseguì fino al garage. Questi allora reagirono, scoppiò una violentissima colluttazione. Raccagni venne colpito e ferito a morte con una bottiglia, morì pochi giorni dopo in ospedale.

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