Cronaca Via Leonardo da Vinci

Pennarello bomba, indagato Piccioli: avrebbe fatto tutto lui

Il sostituto procuratore Valeria Bolici ha iscritto il 69enne di Rezzato nel registro degli indagati. Lui ribatte dal letto dell'ospedale: «Accuse infondate»

I carabinieri fuori dalla biblioteca (foto BresciaToday)

Avrebbe fatto tutto da solo Augusto Piccioli, il 68enne di Rezzato che giovedì mattina ha perso tre dita a causa dello scoppio di un pennarello. È il sospetto sospetto del sostituto procuratore Valeria Bolici che lo ha iscritto nel registro degli indagati. 

Nella mattinata di venerdì i carabinieri di Brescia hanno consegnato al 69enne la denuncia. Deve rispondere dei reati di detenzione illegale e porto in luogo pubblico di esplosivo, oltre al porto di oggetti atti ad offendere e l’utilizzo per incutere timore pubblico.

Piccioli dal letto dal suo letto in ospedale, intervistato dal Giornale di Brescia, ribatte: «Accuse infondate. Non so cosa posso aver fatto di male, anzi le persone le ho quasi sempre aiutate. Certo qualcosa ho fatto, ma non con la malavita. Lì i miei conti li ho sempre saldati».

«Quello che mi è successo — prosegue — penso sia un atto intimidatorio contro di me o contro chi c’era prima». Il riferimento è al suo ex coinquilino che da dicembre non vive più con lui. Sulla busta in cui il 69enne dice di aver trovato il pennarello, infatti, c’era il suo nome.

Intanto la biblioteca di Rezzato, luogo in cui è avvenuta l'esplosione, è tornata alla normalità e nella giornata di venerdì ha aperto di nuovo i battenti.
 

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