Lotta quotidiana per la difesa delle donne: un premio a Laura Simeone

Tra le 'Donne che ce l'hanno fatta' bresciane anche il giovane avvocato Laura Simeone, di casa a Padenghe sul Garda. Violenza, maltrattamenti e stalking: il male moderno della società italiana

L'avvocato Simone 'coccola' il premio 'Donne che ce l'hanno fatta'

Lei giovane donna straniera, lui manesco marito italiano. Si sono sposati una decina d’anni fa, e subito qualcosa ha cominciato a non funzionare. Maltrattata nel suo vivere quotidiano, picchiata con violenza inaudita. Ha subito per anni, nel 2012 ha trovato la forza di denunciarlo: ma senza poter lasciare casa, senza lavoro e senza soldi. Ha trovato una piccola luce nella solidarietà dei suoi compaesani: un lavoretto part time, qualche soldino per pagarsi l’affitto in un piccolo appartamento. Solo qualche settimana fa la prima udienza in tribunale, e una vicenda che purtroppo è ancora all’inizio.

L’ennesima storia di un’emancipazione mancata, sul tavolo di Laura Simeone: giovane avvocato bresciano di casa a Padenghe, premiata a Brescia dalla consigliera di parità Anna Maria Gandolfi. Lei è una delle tante donne “che ce l’hanno fatta”. Specializzata in maltrattamenti e stalking, nel diritto penale della famiglia. Anche fuori dai tribunali, nel suo costante impegno sociale, collaborando con il Tribunale dei Minori. Da un paio danni coordinatrice dell’associazione Bona Dea, che si occupa di sensibilizzare sul tema della violenza e della legalità. Ma anche coordinatrice della sezione gardesana del Cerchio degli Uomini, associazione che la violenza cerca invece di prevenirla, lavorando sui maltrattanti, e non sulle maltrattate.

Da anni in prima linea anche con il Centro Aiuto Vita di Desenzano, che ora gestisce 9 appartamenti in cui trovano casa donne in difficoltà, vittime di violenza. Il premio ‘Donne che ce l’hanno fatta’ per Laura Simeone è come la sintesi di un lavoro lungo anni. Lo stalking, i maltrattamenti, la violenza quotidiana. I segni di una piaga che non si ferma, e che in provincia trova i suoi epicentri a Bedizzole – su tutte la vicenda della giovane donna marocchina accoltellata 37 volte – e in Valtrompia. In ‘cantiere’ anche le battaglie per il riconoscimento giuridico della violenza psicologica: “Le donne soffrono anche se non si vedono i segni delle botte – spiega – la violenza spesso non è solo un livido”.

Laura gioca in ‘casa’, sul Garda. A Sirmione le parole del sindaco Alessandro Mattinzoli, che presto le consegnerà la ‘cittadinanza’ onoraria, “per il suo impegno sulla prevenzione, nel mandare messaggi cultural verso tematiche così importanti”. Di ‘casa’ anche a Padenghe, dove in collaborazione con il Comune ha organizzato un corso di formazione per 25 volontarie che si occuperanno del contrasto alla violenza di genere, e che tra i ‘docenti’ può vantare il pm Ambrogio Cassiani. Tra le promotrici anche il sindaco Patrizia Avanzini: nel definirsi orgogliosa della sua concittadina, coglie l’occasione per rimarcare la necessità di non abbassare mai la guardia. “Violenza e maltrattamenti – spiega – fino addirittura al femminicidio. Problemi seri, e che devono essere affrontati in modo serio”. 

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