Cronaca

Operazione Macoku: spacciavano coca per 480mila euro al mese

Una maxi-operazione antidroga ha coinvolto Lombardia, Toscana e Liguria. Smantellata una banda che importava dall'Olanda sei chili di cocaina alla settimana. La droga veniva nascosta in auto di lusso lasciate nei parcheggi vicino ai caselli autostradali

Un giro di affari di 480 mila euro al mese ottenuti facendo arrivare almeno sei chili di cocaina dall'Olanda per volta. Sono questi i numeri dell'operazione Macoku che tra lunedì e martedì ha portato all'arresto di sette persone e altre 12 sono indagate a piede libero tra Lombardia, Toscana e Liguria.

Ieri mattina è stato arrestato a Ginevra uno dei capi dell'organizzazione albanese Samer Shmidra, 36 anni. L'uomo è ritenuto al vertice dell'organizzazione con il ruolo di raccolta del denaro proveniente dalla vendita della cocaina. L'organizzazione era molto ramificata nel territorio.

L'inchiesta è partita nel 2010 dopo che il commissariato di Chiavari aveva notato una guerra tra bande albanesi per il controllo delle piazze dello spaccio. Nel corso di tre anni sono stati arrestati diversi spacciatori, tra cui un noto Dj di Chiavari, fino ad arrivare alle menti dell'organizzazione.

La banda faceva arrivare la droga dall'Olanda fino in Lombardia. La cocaina veniva nascosta in lussuose auto che poi venivano lasciate nei parcheggi pubblici vicino ai caselli autostradali. A quel punto veniva ritirata da altri membri e divisa ai vari pusher.

Tra le persone sottoposte agli arresti domiciliari Bruno Raucci, ex fuochino di Chiavari, e Luigi Mezzullo disoccupato di Casarza Ligure. In casa di uno degli indagati, gli investigatori hanno trovato anche una pistola calibro nove.

Nel 2009, ad Amsterdam era stato ammazzato un cugino di uno dei capi: secondo gli inquirenti era stato freddato da una banda colombiana che poi gli aveva rubato 180 mila euro. Tra i clienti piú assidui della gang liberi professionisti, artigiani e piccoli imprenditori. Per organizzare il traffico e le importazioni, i vertici della banda usavano una chat albanese dove, convinti di non essere controllati, parlavano chiaramente della droga e degli ordinativi.

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