Cronaca Temù

Paola, Silvia e il fidanzato erano capaci di intendere e di volere

L'esito della perizia psichiatrica

Le sorelle Silvia e Paola Zani, e con loro il fidanzato e amante Mirto Milani, erano nel pieno delle loro facoltà mentali sia prima che durante che dopo l'omicidio: di fatto tutti e tre sono capaci di intendere e di volere, anche nel compiere il terribile atto che in tribunale è già stato definito, da parte del presidente della Corte d'assise Roberto Spanò, come “un omicidio unico e anomalo”.

È questo l'esito della perizia psichiatrica, firmata dal dottor Giacomo Filippini, disposta dalla stessa corte nei confronti delle sorelle Zani e di Mirto Milani, considerati gli autori materiale dell'omicidio di Laura Ziliani, 55 anni, ex agente di Polizia Locale di Temù che sarebbe stata uccisa nella notte tra il 7 e l'8 maggio 2021, poi nascosta dagli indagati e ritrovata solo tre mesi più tardi, sulle sponde del fiume Oglio.

La perizia psichiatrica

La perizia riconosce le piene facoltà mentali dei tre imputati, pur individuando dei margini di “asocialità” nei loro comportamenti, circostanza che sarebbe stata acuita nel periodo dei lockdown. “Un gruppo senza relazioni esterne”, lo descrive il medico incaricato della perizia, ma molto unito: anche nelle versioni poi fornite agli investigatori. In particolare sul movente dell'omicidio: agli inquirenti avevano riferito di aver ucciso Laura Ziliani perché temevano fosse lei a voler uccidere loro, avvelenandoli. 

“Sussiste la concreta possibilità – scrive ancora il dottor Filippini nella perizia – che si sia trattata di una sorta di linea difensiva preordinata, concordata dai tre e sostanzialmente mantenuta ferma fino ad oggi”. Un altro elemento che avrebbe rafforzato l'unità del trio criminale: “Escludo siano state convinzioni deliranti”.

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