Sparatoria di Desenzano: i dettagli e i commenti dei cittadini

Il litigio per la cessazione del contratto di lavoro, l'intero caricatore addosso al giovane dipendente del figlio poi i colpi verso la consulente del lavoro che accompagnava il cuoco marocchino. Arrestato l'autore del delitto, sul Lungolago Battisti

Una tragedia consumatasi praticamente in pieno centro a Desenzano del Garda, sul Lungolago Cesare Battisti a poche centinaia di metri dal confine immaginario che separa il centro storico dalla strada provinciale che si allontana dalla cittadina per giungere poi al Lido di Lonato e ai paesi della Valtenesi.

Il padre del proprietario di un ristorante sul lungolago, proprio di fronte alle prime spiagge, ha freddato con cinque o sei colpi di pistola, ma alcuni testimoni sembrano riferire anche un caricatore intero, il dipendente del ristorante con cui a quanto pare aveva avuto una violenta lite su questioni relative al rinnovo del suo contratto di lavoro.

Il giovane (aveva meno di 20 anni) marocchino si è presentato ieri pomeriggio nella sede del ristorante accompagnato da una consulente per il lavoro, con la quale ha richiesto a G.F., padre del proprietario del ristorante, di cessare la sua prestazione lavorativa e di ricevere dunque quanto gli spettava.

La stampa locale e nazionale ha scritto varie versioni sulla qualifica del giovane marocchino ucciso a colpi di pistola. Alcuni sostengono fosse un cameriere, altri un lavapiatti: nonostante la giovane età noi ci fidiamo delle risposte che ci hanno dato alcuni residenti e alcuni negozianti della zona, secondo cui si trattava di un cuoco, figura dunque fondamentale nel ristorante (rinomato) del lungolago desenzanese. I tre erano seduti al tavolo per discutere del contratto fino a che c’è stato il momento del raptus di follia del già citato G.F.: è entrato nel locale, ha preso la sua calibro automatica (non registrata) e ha sparato al giovane dipendente che si stava allontanando, prima alla schiena e poi al petto, per poi crivellarlo di colpi proprio al di fuori dell’entrata del ristorante, quando il dipendente marocchino era già praticamente esamine a terra. G.F. ha poi tentato di colpire la consulente del lavoro, di cui la polizia e le forze dell’ordine hanno preferito non diffondere ancora le generalità.

Inutile è stato il tempestivo intervento dei soccorritori del 118 che hanno provato in ogni modo a fermare le diverse emorragie che attanagliavano il dipendente trafitto dai colpi di arma da fuoco. Era un martedì pomeriggio caldo e soleggiato, molta gente era in spiaggia o comunque nelle vicinanze e ha potuto assistere alla scena. Una tragedia terribile consumatasi in pieno centro, sotto il caldo sole dell’estate gardesana, poche ore dopo la tragedia di Garda. Abbiamo parlato con la gente, abbiamo notato un po’ di paura e un po’ di spavento, e le tante voci che come sempre si susseguono. Chi ha assistito alla scena è stato giustamente interrogato dalla polizia, e a noi è stato riferito quanto la gente ha voluto riferirci: sembra che al termine del suo raptus omicida, l’uomo di 56 anni appena compiuti si sia poi seduto ai tavolini esterni del suo locale, sguardo assente e un bicchiere di birra (ancora da finire) in mano.

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