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Foto d'archivio

Foto d'archivio

Giovane padre ucciso nella rissa, l'aggressore fa scena muta

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Marsel Disha Romelli, il 26enne albanese fermato dai carabinieri e accusato di aver ucciso, al termine di una lite, il connazionale Arben Kola

Lo hanno fermato poche ore dopo la rissa, degenerata in un omicidio, mentre vagava in auto per il paese. Della lite con Kola Arben, morto poche ore dopo il ricovero all'ospedale di Chiari, Marsel Disha Romelli non avrebbe raccontato nulla. Avrebbe solo detto che non pensava di averlo colpito così forte. Anche davanti al pm, dopo aver cambiato tre avvocati, il 26enne albanese avrebbe fatto scena muta, avvalendosi della facoltà di non rispondere. 

Spetta quindi agli inquirenti ricostruire gli ultimi attimi di vita di Arben Kola , carpentiere disoccupato e padre di due figli piccoli, e i dettagli della rissa scoppiata martedì sera fuori dalla sala giochi di viale Teosa a Chiari, mentre il paese si divertiva con il palio delle Quadre. A fare il nome dell'aggressore sarebbero stati alcuni ragazzi che frequentano la zona: i carabinieri lo hanno individuato in breve tempo, dandogli anche la notizia della morte del 'rivale'. 

I due si conoscerebbero da tempo e in comune avrebbero alcuni precedenti legati allo spaccio di stupefacenti. Il motivo all'origine della lite è però ancora tutto da chiarire, così come deve essere ancora individuata l'arma che ha ferito a morte il 32enne albanese.  

A causare il decesso di Arben Kola sarebbe stato un oggetto contundente, che gli avrebbe perforato un'arteria. Un'arma bianca che Marsel Disha Romelli avrebbe usato per colpire ripetutamente il connazionale al petto e che avrebbe trovato sul posto. Potrebbe trattarsi di un coccio di bottiglia o di un cacciavite, ma al momento si tratta solo di ipotesi.

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