Ghedi terra proibita ai profughi: "La priorità sono i miei concittadini"

In una lettera, il Sindaco Lorenzo Borzi ha chiesto ai proprietari degli hotel del territorio di chiudere le porte ai profughi

Foto d'archivio

Prevenire è meglio che curare. E il male da prevenire, per il primo cittadino di Ghedi, sono i profughi che arrivano quotidianamente sul nostro territorio, dove le presenze sfiorano il migliaio. La città ha superato il limite di disponibilità e chiede aiuto alla provincia. Ma Ghedi non è e non sarà un paese ospitale (per i richiedenti asilo, s’intende).

Il Sindaco Lorenzo Borzi ha messo le mani avanti; di farsi carico dei profughi non ne ha la minima intenzione e ha caldamente suggerito agli albergatori del territorio di adottare la medisima linea.

Un invito scritto in una lettera che ha provveduto a spedire ai proprietari e ai gestori degli hotel e ai media locali, nonché a far stampare su cartelloni che a breve verrano affissi sui muri del centro.

“Questa è la mia linea di pensiero, non voglio imporre niente a nessuno, ma solo far sapere alla cittadinanza qual è la mia filosofia e chiedere agli albergatori di condividerla - commenta Borzi, raggiunto telefonicamente mentre si gode le vacanze in riva al mare con la famiglia -. Nella vita bisogna prendere una posizione ben chiara. Non mi importa se qualcuno mi accuserà di essere razzista e non lo faccio per fare propaganda. Non voglio trovarmi ad avere profughi nel mio paese a mia insaputa, come è successo ad altri sindaci".

Coraggio e coerenza non gli mancano. Senza ombra di dubbio. Perché proprio sullo slogan “Profughi no grazie” si era basata la sua seconda campagna elettorale (ma la propaganda non c’entra nulla, ndr). Già nella primavera del 2014, la Borzi filosofia campeggiava in bella vista sui muri della cittadina della bassa: “Preferiamo aiutare i cittadini che hanno bisogno: i nostri anziani con pensioni inadeguate, le nostre famiglie con genitori disoccupati e i nostri figli che faticano a trovare lavoro”,  recitava il cartellone. 

Un concetto che Borzi ha ribadito nella missiva inviata agli albergatori: “Io non ce l’ho con nessuno. Ma le risorse comunali sono limitate e tutti i giorni mi trovo a dover fronteggiare un disastro sociale - spiega ancora il sindaco -. Ricevo centinaia di richieste d’aiuto e la priorità rimangono i miei concittadini. Io mi occupo di ciò che mi compete, dell’emergenza profughi se ne occupi qualcun altro. Se poi qualche struttura privata volesse decidere di accoglierli faccia pure, ma si arrangi da sola, dal Comune non avrà alcun aiuto. Gli albergatori comunque li conosco tutti e non credo che qualcuno sia intenzionato ad accoglierli.”. 

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