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Trascorre diverse ore in chiesa, non per pregare: è in fuga dagli arresti domiciliari

Insospettiti dalla sua prolungata presenza nella parrocchiale, alcuni fedeli hanno chiamato i carabinieri

Una devozione fortissima per i Santi Pietro e Paolo. È questa la scusa che evaso dagli arresti domiciliari ha utilizzato per giustificare la sua prolungata permanenza nella chiesa parrocchiale di Leno. La motivazione, ovviamente, non gli ha evitato un passaggio in caserma, in attesa del processo. 

Protagonista della vicenda un sessantenne della provincia di Verona che sta scontando una pena di sei mesi di domiciliari per reati contro il patrimonio. A lanciare l'allarme, insospettiti dalla sua prolungata permanenza nella chiesa, alcuni fedeli. 

All'arrivo dei militari, il veronese non ha fornito altra spiegazione se non il desiderio di pregare e al contempo ammirare le opere d'arte della chiesa dedicata ai suoi santi prediletti. I carabinieri, dopo un controllo nel loro database, lo hanno tratto in arresto. 

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