Cronaca

Hina, il fratello toglie la foto dalla lapide: «Troppo spogliata»

Uccisa a vent'anni perché "troppo occidentale", non ha pace nemmeno dopo morta. La lapide, donata da un benefattore, ora è senza fotografia.

Non si è trattato di un atto vandalico, ma di un'azione deliberata da parte del fratello maggiore, Suleman, 26enne, divenuto capofamiglia in seguito all'arresto del padre-omicida. Sembra non trovare pace nemmeno dopo morta la povera Hina Saleem, la ragazza ventenne ammazzata dal padre - con la diretta complicità di alcuni parenti - nel 2006 a causa del suo stile di vita "troppo occidentale". 

Sulla lapide di Hina - una semplice stele di marmo chiaro, con gli estremi della ragazza (19.12.1985 - 11.08.2006) e la scritta "La tua famiglia" sotto al simbolo della luna e della stella, posizionata all'interno del Cimitero Vantiniano di Brescia - fino a qualche giorno fa c'era una bella foto della giovane che indossava una canotta rosa (un'immagine tagliata della foto presente in questo articolo). La lapide è stata donata da un ignoto benefattore (che ha ottenuto il permesso da parte della madre di Hina e dei suoi fratelli) solo lo scorso giugno.  

A raccontare il motivo per cui ha tolto la fotografia è lo stesso Suleman: «In quella foto Hina era troppo spogliata, indossava una canottiera rosa e non è rispettoso apparire così su una tomba». Ricordiamo che il processo per l'assassinio della giovane ha portato a una pena di 30 anni per Mohammed Saleem, il padre di Hina (la moglie: "Un buon uomo, perdono mio marito"), di 17 anni per i due cognati, e di 2 anni per lo zio. 

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