Ragazza sgozzata dal papà, parla la mamma: “Un buon uomo, perdono mio marito”

"Era tutto già scritto per Hina, per mio marito, per me. Ma non lo abbandonerò mai". La mamma di Hina, 22enne pachistana uccisa dal padre a Sarezzo

"Vivere senza Hina sarà per sempre il mio più grande dolore, ma mio marito era e resta l'uomo della mia vita. E' giusto che paghi per quel che ha fatto, però io l'ho perdonato e non lo abbandonerò mai".

A parlare al Corriere della Sera è Bushra, madre di Hina, la ragazza pachistana di 22 anni uccisa dal padre Mohammed Saleem l'11 agosto 2006 a Sarezzo. Il padre Mohammed uccise Hina a coltellate e la seppellì nel giardino di casa con la complicità di due parenti. Il caso passò alle cronache come un delitto per "motivi religiosi": la colpa della giovane era quella di "vestire all'occidentale", si disse. Ma la madre di Hina è convinta che non sia così. "Mia figlia è diventata il simbolo di una storia di integralismo che non è mai esistita. Mio marito è sempre stato un uomo buono e un padre esemplare, mai una volta ci ha obbligato a fare qualcosa".

Bushra ricorda con dolore quei giorni tragici: "All'inizio ce l'avevo con il mondo intero, con la vita. Pensavo: perché sta succedendo tutto questo? Perché proprio a me e alla mia famiglia? Poi ho capito. Era tutto già scritto".

Quel giorno ha perso la testa in un impeto di rabbia, Hina era una ragazzina bravissima ma era finita in cattive compagnie e avevamo cercato di farglielo capire tante volte. In quel periodo ci chiedeva continuamente soldi e finché abbiamo potuto l’abbiamo aiutata.

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Il processo di primo grado, chiusosi il 14 novembre 2007 con rito abbreviato, si è concluso con la condanna del genitore e dei due cognati a trent'anni di carcere per omicidio volontario (aggravato dalla premeditazione e dai motivi abietti) e distruzione di cadavere.

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