A caccia del mostro sul Garda. Dopo Italia 1, adesso l'hanno visto tutti

Euforia da serpentone, lungo tutte le rive del lago più bello d'Italia: dopo l'arrivo delle telecamere di Mistero si moltiplicano gli avvistamenti. Abbiamo parlato con i Deep Explorers: "Difficile dire cosa sia"

Ma che polverone che si è sollevato, come quando si tocca il fondo con i piedi, dove c’è la sabbia, e tutti che parlano di questo fantomatico mostro gardesano, il serpentone che guarda caso tutti hanno cominciato a vedere proprio da quando sul lago si sono fatti vedere quelli di Italia Uno, quelli di Mistero. Una signora di Bogliaco, o giù di lì, giura di aver visto una specie di tartarugone sbucare fuori dalle acque, nei pressi di San Felice, mentre un camionista con la mano sul fuoco lo avrebbe visto dall’alto della Gardesana, in compagnia della famiglia - la sua e non quella del mostro.

Ma andiamo con ordine, senza entrare nei dettagli (su cui torneremo la prossima settimana) di quella che è la mostruosa storia di Bennie, così qualcuno lo ha chiamato, quasi un diminutivo di Benacosaurus e in diretta concorrenza con Nessie di Lochness, già visto in una grotta vicino all’Isola del Garda nel ‘500 da parte di un gruppo di monaci burloni e poi riapparso a varie riprese negli anni a seguire, con un avvistamento di rilievo a metà dei favolosi anni ’60. Mistero e Marco Berry a parte, le acque si sono mosse dopo gli ‘scatti’ subacquei della Deep Explorers Onlus, che si occupa appunto di ricerche subacquee in profondità e che collabora da tempo con diverse importanti realtà territoriali e non, Garda Uno per il monitoraggio delle tubazioni, la Sovrintentenza per il recupero di relitti e affini, il Museo della Guerra per storiche amenità purtroppo ormai cadute in fondo al lago.

Proprio per questo, per la sua valenza scientifica, il presidente Angelo Modina ci tiene a precisare che “qualunque ipotesi fantasiosa rimane solo un’ipotesi, e prima di dirle le cose bisogna verificarle”. Fatto sta che, in primavera o giù di lì’, nel corso di una “navigazione di test in zona profonda” con un macchinario d’avanguardia come il SideScan Sonar, praticamente “un siluro (missile, e non pesce NDR) trainato con cavo in grado di arrivare molto vicino al fondo e con tanto di GPS”, già utilizzato per ricerche oceanografiche, durante il percorso di prova rileva una specie di anomalia. “Un’anomalia curiosa – continua Modina – e quando 15 giorni dopo ci hanno inviato le scansioni, i rapporti, e abbiamo visto questa cosa, una roccia dalla strana forma, sembrava quasi un serpente!”.


In estate una nuova spedizione, e il gruppo dei fedelissimi al completo, gli stessi che hanno poi accompagnato Berry (Alessandro Bertini cameraman subacqueo, Giancarlo Rossi responsabile immersioni, Giuseppe Piccolo assistente di profondità), con l’ausilio del robot Nicolus (dotato di camera e sonar) che nelle stesse zone rileva altre anomalie, i cosiddetti ‘falsi echi’, e allora si scende ancora, il robottino si avvicina, senza abbassare la quota, e l’eco scompare di nuovo, “forse un branco di pesci, forse un siluro, forse un beluga”. Lungo il fondale qualche buco “dai bordi secchi”, che ricordano delle sorgive ma che per assurdo “potrebbero pure essere i resti di una tana”.

“Lo abbiamo chiamato Alien, ma così per scherzo – sorridono Modina e Bertini – e nel profondo del cuore ci auguriamo sia davvero un fossile, sarebbe una scoperta straordinaria". In tanti paesi e in tante rive la voce si è diffusa, qualcuno parla di un’anguilla gigantesca (magari cresciuta a suon di diossine e PCB), altri di una carpa bella grossa, non da escludere l’ipotesi di un luccio da paura, che in fondo sembra uno squalo anche quando misura mezzo metro: “Non possiamo dare adito alle dicerie, non possiamo ragionare per paradossi. Diciamo pure che la cosa singolare è che tutti lo hanno visto adesso”.

Tutto in quella grotta, e nei dintorni, profondità 48 metri in entrata e 56 metri in uscita. In effetti una troupe televisiva, la storia degli avvistamenti (terrestri marini o aerei che siano) ci insegna che la suggestione fa sempre la sua buonissima parte. Ci incontriamo per caso, poche ore dopo, con il più longevo pescatore di Desenzano, classe 1922 e 75 anni in barca, tra reti e canne da pesca: “Io prendo i pesci, e di mostri non ne ho mai visti”. In fondo alla sala qualcuno ride: “Vuoi vedere il mostro? Vieni a vedere mia suocera!”.

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