Ha insegnato a sciare (e a non avere paura) a tre generazioni: morto storico maestro

Josè Castelli era conosciuto in tutto il Sebino, ma anche in Valcamonica. Si è spento sabato: aveva 83 anni

Josè Castelli

Non aveva paura e insegnava, con i suoi modi un po’ ruvidi, a centinaia di bambini a non averne. Prima di imparare qualsiasi tecnica, bisognava dimostrargli di avere grinta e coraggio. José Castelli, leggenda dello sci nautico italiano, si è spento sabato sera all'ospedale Bolognini di Seriate. Non spiegava solo come affrontare le onde o la neve. Per molti le sue sono state vere e proprie lezioni di vita. Da lui intere generazioni hanno imparato a vincere i classici timori infantili e a superare i propri limiti: nelle gelide acque del Sebino, come sulla neve del Tonale e di Montecampione.

Maestro nel vero e più completo senso del termine. Non è un caso se sua figlia Laura, per tutti Lalla, è stata campionessa europea e vice campionessa mondiale nel 1996. Originario di Vertova, è stato tecnico federale e allenatore di campioni europei, ma anche di neofiti prima all’Eurovil a Predore e poi al lido comunale di Sarnico, comune dove ha sempre abitato.

“Mola mia" (non mollare) era la frase che ripeteva ad ogni suo atleta, sia che fosse un campione impegnato a girare un quarto di boa in più nello slalom, sia che si trattasse di bambine alle prese con la prima e difficoltosa partenza dalle acque del Sebino. Bambine che non sono mai diventate campionesse, ma che a lui devono una vittoria forse più importante: quella di aver imparato a domare le proprie paure, riemergendo dalle acque profonde del lago d’Iseo dopo una rovinosa caduta. Perché se cadevi lui ti lasciava in acqua per alcuni minuti prima di fare dietro front con il motoscafo e dire: “Hai visto, non c’è nulla di cui aver paura. Asciugati le lacrime che ora si riparte e si cavalcano le onde”. 

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Oltre alla figlia Lalla lo piange la moglie Cicci, insieme alla quale aveva gestito il negozio di articoli sportivi 'José Sport' di via Libertà a Sarnico.

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