Post-sisma: sistema radar per monitorare il monte Comer

Le cadute dei massi eranno inziate già a metà ottobre. Ora la situazione è stata aggravata dalle scosse di lunedì sera. Per monitorare il blocco roccioso sono stati installati un geofono e un sistema radar

A Gargnano, nei pressi di Muslone e in località San Giacomo,  una ventina di famiglie guardano con preoccupazione alle loro abitazioni a seguito delle scosse sismiche di sabato e lunedì, che hanno causato la caduta di massi dal monte Comer, 1.500 metri cubi di roccia che poggiano su una base di terreno instabile.

Ora a monitorare il blocco roccioso (50 metri per 12, con uno spessore medio di 5 metri) sono stati installati un geofono, apparecchiatura in grado di catturare le onde sonore che si propagherebbero in caso dovessero saltare i ponti rocciosi che saldano il macigno alla montagna, e un sistema radar in grado di monitorare l'intera montagna, necessario per poter far lavorare in sicurezza gli operai.

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