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Foto © Diritti per Tutti

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Emergenza sfratti, un terremoto sociale: «Nessuno senza casa!»

Dalla Loggia alla Prefettura fino all'incontro con le autorità: Diritti per Tutti e Comitato Provinciale contro gli Sfratti portano in piazza più di 200 persone per ribadire "il diritto alla casa e all'abitare", a Brescia e in Provincia

Ancora in piazza, dalla Loggia alla Prefettura per ribadire il diritto alla casa e all’abitare, per rispondere all’emergenza sfratti che coinvolge non solo Brescia ma anche tutta la Provincia. L’Associazione Diritti per Tutti e il Comitato Provinciale contro gli Sfratti hanno organizzato una nuova manifestazione, a cui hanno partecipato più di 200 persone, tante famiglie e tanti bambini, quasi tutti gli occupanti dell’Hotel Sirio di Via Capriolo, perché adesso il tempo si stringe davvero, “la situazione è sempre più grave”, mentre il cadente Governo Monti “ha deciso una proroga degli sfratti che non comprende quelli per morosità incolpevole, oltre il 95% del totale”.

“Il nostro corteo è come un megafono, per il dramma di chi ha perso il lavoro e il reddito – ci racconta Umberto Gobbi in rappresentanza dell’Associazione – e proprio attraverso questo corteo vogliamo chiedere all’autorità locale di prendere provvedimenti concreti, per rispondere a quello che è un vero terremoto sociale che come una catastrofe naturale ha allontanato troppe persone dalle loro case. Siamo arrivati in Prefettura, abbiamo incontrato il dottor Giuseppe Licheri che di questa emergenza si occupa: anche lui si è reso conto del grave problema, anche lui è una persona consapevole”.


Opportunità per sciogliere il fitto nodo ci sono, basta volersi impegnare davvero: “Noi pensiamo ai prefabbricati vuoti e inutilizzati in zona Sanpolino che sono serviti agli operai che hanno lavorato al Metrobus, potrebbero essere il primo centro temporaneo per l’emergenza sfratti. E a quelli che avanzano dubbi, che ci dicono che si tratta di un’area di cantiere, possiamo subito rispondere che ormai non è più un’area di lavoro, al massimo è un magazzino, e basterebbe delimitarla con una recinzione da quattro soldi. Un’alternativa? La requisizione (o acquisizione) temporanea di edifici abbandonati, come ex scuole o ex ospedali, da utilizzare in via temporanea per sostenere le attuali necessità abitative”.

L’abbiamo detto, il tempo si stringe davvero e, continua Gobbi, “a gennaio la situazione si farà davvero drammatica, sono tantissime le famiglie a rischio sfratto o, peggio, a rischio sgombero”. La tensione sociale è già alle stelle: “Di una cosa siamo sicuri, non lasceremo nessuno senza casa”.

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