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Foto © Radio Onda d'Urto

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Hotel Sirio, l'occupazione continua: «Un tetto per chi non ce l’aveva»

Primo mese d'occupazione all'Hotel Sirio di Via Capriolo. Oltre 20 persone vi hanno trovato alloggio e riparo, all'interno una socialità ritrovata e presto pure un'aula studio: "L'occupazione come alternativa sociale"

C’è chi ha perso il lavoro e che prima dormiva per strada, “dove capitava o dove meglio andava”, c’è chi invece non è stato pagato da un anno intero, e ora è a piedi davvero. Tante storie si intrecciano all’Hotel Sirio occupato di Via Capriolo, più di 20 persone che hanno trovato un tetto e un alloggio, oppure quei giovani che non hanno una “necessità impellente” ma che “qui si trovano e qui si fermano a dormire”. Un mese dopo è già tempo di bilanci, la struttura ha ripreso colore, l’edificio che prima era abbandonato a sé stesso ora sembra vivere di vita nuova.

“A un mese dal primo giorno d’occupazione – ha spiegato l’attivista Michele Borra in conferenza stampa, proprio all’interno dell’Hotel in zona Carmine – possiamo già parlare di stato dell’arte del nostro intento. Abbiamo dato un tetto a chi non ce l’aveva, in un palazzo che non sembrava utile a nessuno. E in questo palazzo abbiamo dato riparo a più di 20 persone, un riparo che non è solo un alloggio ma è simbolo di una socialità ritrovata, la rottura della dimensione solitaria, dell’isolamento. Con questo rilanciamo la nostra battaglia: nessuna persona senza casa, nessuna casa senza persone”. Da un mese al Sirio proseguono i lavori di ‘autorecupero’ della struttura, abbandonata da almeno otto anni, ora è tempo anche di proposte concrete: al primo piano sarà presto aperta al pubblico un’aula studio, “in alternativa al Cubo Bianco”, mentre all’interno non ci si ferma, c’è sempre da lavorare, c’è sempre da sistemare.

“Tutti sono concordi nel riconoscere che l’edificio era inutilizzato, e stava degradando anche nella struttura stessa – aggiunge Umberto Gobbi in rappresentanza dell’associazione Diritti per Tutti e del Comitato provinciale contro gli Sfratti – e crediamo invece che la presenza al suo interno di persone che hanno trovato un posto dove ripararsi, senza più dormire all’addiaccio, non provochi danni all’edificio, anzi. L’Hotel Sirio ora è pieno di persone che lo tengono vivo, con un ruolo attivo nell’impedirne il progressivo degrado e decadimento. Questa è la vera proposta, alla proprietà e alle autorità, continuare l’occupazione per la sua importante finalità sociale, che contribuisce ad affrontare un’emergenza che è sotto gli occhi di tutti”.

Il generale inverno e il suo freddo maledetto, “ci sono almeno 800 persone che vivono per strada solo a Brescia e Provincia”, i letti e i dormitori messi a disposizione da Comuni e associazioni di certo non bastano, “ogni giorno assistiamo all’esodo di decine di persone che cercano di dormire sui vagoni”. Una soluzione alternativa alle carenze istituzionali, “l’occupazione come risposta sociale e che come tale deve essere lasciata ‘in pace’, quello che chiediamo è una garanzia di non sgombero onde evitare una soluzione ‘militare’ che provocherebbe solo tensioni”. Se la proprietà si facesse viva (ad oggi non si hanno notizie) con l’intenzione di riattivare la funzione sociale dell’edificio gli occupanti garantiscono la loro silenziosa ‘ritirata’, “senza resistenze”.

 “La nostra proposta non è una minaccia – ancora Gobbi – la nostra è una risposta efficace a quella che è una vera emergenza sociale. Senza voler nuocere a nessuno, come sempre: stiamo seguendo centinaia di sfratti, e gli impegni che abbiamo preso li abbiamo sempre rispettati”. Un’esperienza che salva anche la vita, suggeriscono gli occupanti. “Per noi è inaccettabile – conclude Borra – che in questa città ci siano decine di palazzi vuoti e abbandonati, a fronte di centinaia di persone che invece non hanno una casa”.

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