Cronaca

Ragazzo suicida in un treno, la lettera di Roberto: "Se fosse vostro figlio, lo aiutereste all'infinito"

Ci ha scritto Roberto, ragazzo di 22 anni con alle spalle un periodo di tossicodipendenza, che ha conosciuto personalmente il giovane che si è tolto la vita in stazione a Edolo: "Io ho la fortuna di avere una famiglia che mi aiuta ogni giorno, ma c'è chi è meno fortunato di me"

La stazione di Edolo, dov'è stato trovato il corpo del ragazzo

Sono Roberto, ho 22 anni. Scrivo questa lettera perché voglio spiegare due cose sulla tossicodipendenza. Io ho avuto un'esperienza comunitaria di 2 anni. In questo trascorso ho capito che a fondo di tutto questo c'è un problema: all'inizio lo si fa per sfizio, per piacere… ma piano piano comincia la dipendenza. I problemi con i soldi, la famiglia: ma vi siete mai chiesti che la causa può essere un problema che una qualsiasi persona può avere?

C'è chi riesce a risolverlo da solo e c'è chi non riesce: non ha la forza e si rifugia nelle sostanze o nel bere (che molti non lo vedono come la droga, ma gli effetti a lungo termine non cambiano). Molta gente, prima di giudicare, dovrebbe conoscere la situazione di una persona. Perché, se succedesse a voi?

Sì, proprio a voi. Magari a un vostro caro... e non ditemi che lo sbattereste fuori di casa, perché se fosse vostro figlio lo aiutereste all'infinito. Io ho la fortuna di avere una famiglia che mi aiuta ogni giorno, ma c'è chi è meno fortunato di me. Vi invito a riflettere prima di parlare, perché, se queste cose non le provate sulla vostra pelle, non saprete mai cosa significhi affrontarle.

Vi prego di non cominciare a insultare. Questa è una riflessione personale, in risposta a un articolo di un povero ragazzo che è morto suicida in un treno.

Vi ringrazio, Roberto S.

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