Virus Ebola: l'ospedale Civile si prepara a gestire l'emergenza

Iniziati da due settimane corsi riservati ai medici degli Infettivi. Entro fine mese, una "tre giorni" per spiegare le procedure anti-contagio verrà estesa al personale del pronto soccorso e a quello di tutti gli ospedali della provincia

Medici con le tute anti-contagio

Dopo il caso del falso allarme di martedì sera, che ha provocato un caotico fuggi fuggi al Pronto Soccorso, l'ospedale Civile di Brescia si prepara per affrontare l'emergenza del virus Ebola.

Già da un paio di settimane sono infatti iniziati i primi corsi di formazione presso la prima e la seconda divisione del reparto Malattie infettive. Da martedì 29 a venerdì 31 ottobre, inoltre, è in programma un ulteriore corso di aggiornamento "full immersion", riservato non solo al personale del Civile, ma anche a quello dei presidi di Montichiari, Gavardo e Ospedale dei Bambini.

Massima attenzione verrà riposta alle procedure su come indossare e togliere gli indumenti anti-contagio. Il momento più delicato è quello della svestizione, dove aumenta il rischio di contatto tra la pelle e l'indumento contaminato. L'operazione non può avvenire in solitaria, ma dev'essere sorvegliata da un collega che si possa accorgere di un eventuale problema o errore. Guanti e tuta devono essere arrotolati con la parte interna che vada a ricadere su quella esterna.

Dall'ospedale, intanto, ricordano che non esistono portatori sani del virus. Ovvero, l'Ebola non è contagiosa nella sua fase di incubazione, ma solo in quella sintomatica. I protocolli internazionali distinguono poi tre differenti casi di contagio: a "basso rischio", senza contatto diretto con sangue o materiale biologico di una persona infetta; a rischio intermedio, quando si è in presenza di un contatto con il corpo di un malato, ma non con fluidi corporei; infine quello a "rischio elevato", con esposizione diretta a cute, mucose, sangue, vomito, feci e urine.

D'ora in avanti, i pazienti con sintomi riconducibili all'Ebola verranno ricoverati in ambienti isolati già predisposti. Se la malattia sarà poi diagnosticata, dal Civile si procederà per il trasferimento all'ospedale Sacco di Milano, scelto per gestire l'eventuale emergenza nazionale assieme allo "Spallanzani" di Roma.

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