Cronaca

Corruzione, Ponzoni si difende: «Mai avuto rapporti con 'Ndrangheta»

"Ponzoni - ha affermato l'avv. Ricci - ha operato in un territorio dove ha avuto contatti con molta gente, ma mai con persone dichiaratamente appartenenti alla criminalità organizzata"

"Non ho mai avuto alcun rapporto con la 'ndrangheta''. Così Massimo Ponzoni, l'ex assessore regionale lombardo del Pdl, in carcere da due giorni, si difende dall'accusa mossa dalla Procura e dal gip di Monza Maria Rosaria Correra e cioé di aver avuto appoggi dai clan locali, il particolare quello dei Moscato, nella campagna elettorale per la corsa al Pirellone del 2005.

Ponzoni, arrestato nell'ambito dell'inchiesta nata dal crac della società Il Pellicano e che si è sviluppata fino a portare la magistratura a contestare, accanto alla bancarotta, una serie di reati tra cui corruzione, concussione e appropriazione indebita, sarà interrogato dal gip domani mattina.

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Risponderà alle domande per chiarire , come hanno spiegato i suoi legali, gli avvocati Luca Ricci e Sergio Spagnolo, "punto per punto" la sua posizione e spiegare, anche consegnando documenti raccolti in questi giorni, la sua estraneita" ai fatti e a qualsiasi tipo di legame con le 'ndrine e con la locale di Desio ai tempi guidata da Annunziato Moscato.

Per la difesa l'estraneità del cliente dalla criminalità organizzata risulta dagli atti depositati. In un passaggio di un'informativa del novembre 2010, i carabinieri, in relazione alle elezioni dell'anno precedente a Cesano Maderno, hanno così annotato: "Nonostante i tentativi dei Moscato, desumibili dalle conversazioni intercettate, la formazione della giunta comunale a Cesano Maderno è stata effettuata secondo gli accordi politici voluti da Massimo Ponzoni, il quale ha di fatto estromesso i Moscato dalla vita politica cesanese".

Nel'ordinanza del gip si sostiene tutt'altro: "Il fatto che una 'costola' dell'organizzazione criminale 'ndrangheta - e' scritto nel provvedimento - abbia veicolato voti su Ponzoni, per lo meno in relazione alle consultazioni elettorali regionali del 2005, risulta, peraltro, riferito dallo steso interessato, il quale, a seguito dell'ottimo risultato conseguito nelle ultime elezioni regionali del marzo 2010, si compiaceva con tale Alessandro di aver fatto a meno, questa volta, dei voti provenienti da quel contesto, con ciò confermando che a detto bacino elettorale aveva invece attinto nel passato".

La tesi difensiva, al contrario, ritiene che, se ciò fosse stato vero, il non aver più incassato voti nel 2010 significa che Ponzoni non ha soddisfatto le richieste del "gruppo criminale" con cui, comunque, "non ha avuto mai alcun rapporto".

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