Musini: "Era già morta. Ho visto il cadavere e sono scappato"

L'unico indiziato dell'omicidio di Anna Mura, il marito in fuga Alessandro Musini, al primo interrogatorio avrebbe negato tutto: i dettagli della sua versione, in attesa delle analisi su sangue e Dna

Musini, l'arrivo in caserma scortato dai carabinieri

Come da copione. Il grande accusato nega ogni coinvolgimento, racconta la sua versione, incontra gli avvocati prima del secondo interrogatorio. Alessandro Musini si è dichiarato innocente: fermato dai Carabinieri dopo una fuga durata quasi 32 ore, dopo aver percorso in realtà pochi chilometri. Arrestato in zona Lamarmora, unico indiziato per l’omicidio di Anna Mura, la donna di 54 anni trovata morta (e con il cranio sfondato) nella sua abitazione di Castenedolo.

Il figlio Danilo, di appena 15 anni, sarebbe stato il primo ad accorgersi del cadavere. “Non l’ho uccisa io”. Musini l’avrebbe ripetuto sia in caserma che in carcere. Uscito di casa di prima mattina, in quel piovoso lunedì. Poi rientrato qualche ora più tardi, verso le 11.30. Arrivato in camera avrebbe trovato il corpo senza vita della moglie Anna, in un pozza di sangue. Preso dal panico avrebbe preferito scappare, piuttosto che affrontare la realtà.

La negazione, un passaggio forse atteso. Anche se fino a prova contraria su Musini si sprecano solo tante ipotesi, di certezze nessuna. Forse quel pezzo di legno, ritrovato dagli amici del giovane Danilo. Il manico di un martello, forse di un’accetta: potrebbe essere quella l’arma utilizzata per uccidere Anna Mura.

In attesa dei risultati ‘tecnici’, a questo punto decisivi. Le analisi da parte della Sezione Scientifica dei Carabinieri, sulle evidenti tracce di sangue, e di Dna.

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