Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca Piazza della Loggia

Grasso: «Strage di piazza Loggia, dobbiamo trovare la verità»

Il presidente del Senato a Brescia per il 39° anniversario della strage. Centinaia le persone presenti. Attimi di tensione prima dell'arrivo del corteo antagonista

E' stato salutato da un applauso l'arrivo in piazza della Loggia del presidente del Senato Pietro Grasso, per la commemorazione delle otto vittime causate da una bomba il 28 maggio 1974, nel corso di una manifestazione antifascista promossa dai sindacati. In piazza sono risuonati otto rintocchi, tanti quanti le vittime dell'eccidio, accolti in silenzio dalle centinaia di manifestanti arrivati per tenere viva la memoria di una strage ancora impunita.

"Nel mio ruolo l'unica aspirazione che posso avere è quella di una commissione parlamentare" riguardante le stragi di terrorismo e di mafia che non hanno ancora avuto un colpevole, ha esordito Grasso. Una commissione parlamentare "per cercare di ricostruire ciò che é possibile o per la storia o per una maggiore comprensione, oppure per avere qualche elemento per poter ricominciare le indagini".

"Voglio continuare a far sentire la presenza dello Stato e delle Istituzioni - ha proseguito - perché dobbiamo comunque il più possibile trovare la verità. Ho sempre detto che da un punto di vista giudiziario non la si è potuta trovare, ma spero che ci possa essere un raggio di sole per aprire qualche spiraglio".

"Io devo dire che il mese di maggio é stato terribile sotto il profilo delle stragi accadute (negli anni, ndr) - ha continuato -. E' un mese che vado in giro, sono stato a Reggio Calabria, poi a Palermo, a Firenze e ora a Brescia: terrorismo e stragi di Mafia insieme, è una parte della nostra storia che dobbiamo superare".


Il presidente del Senato ha poi raccontato di aver iniziato la sua esperienza politica con commozione ed emozione, "per dare coraggio e speranza". "In realtà - ha osservato - sono queste manifestazioni, queste associazioni, che con la loro azione, con la loro presenza danno a me il coraggio di continuare".

"Torno al mio lavoro con l'arricchimento che mi danno queste persone - ha concluso - che dopo 39 anni anni sono qui per ricordare e sono un esempio per i giovani. Dobbiamo stare vicini a queste persone che hanno ferite che non si rimargineranno mai".

Dopo Grasso, sul palco si sono proseguite le testimonianze dei familiari delle vittime, gli studenti e le autorità cittadine nel ricordo di un eccidio che a 39 anni di distanza non ha ancora trovato giustizia. A prendere la parola di fronte alla stele che ricorda i caduti anche Redento Peroni, uno dei sopravvissuti; il 28 maggio 1974 rimase gravemente ferito, "due delle otto vittime, Euplo Natali e Bartolomeo Talenti, mi hanno protetto facendomi da scudo" ha ricordato. "Chi quel giorno ha manifestato in piazza è da considerare membro della resistenza contro le sopraffazioni e le ingiustizie - ha detto -, gli stessi ideali che guidarono i ribelli nel periodo fascista".

"Se l'intento di quei vili era di soffocare la partecipazione infondendo paura nella popolazione - ha detto - l'obiettivo non è stato raggiunto. Dialogo e partecipazione erano le modalità della nostra presenza in piazza il 28 maggio '74 - ha ricordato -, le stesse che oggi vogliamo riproporre''. Infine il messaggio ai giovani: "Siate sempre determinati e coraggiosi, ma mai violenti".

Attimi di tensione prima dell'arrivo del corteo antagonista e antifascista: in fondo a via San Faustino, la polizia aveva posizionato un vero e proprio checkpoint con transenne e camionette (vedi gallery) per non far passare i manifestanti. Ceckpoint fatto poi sgomberare grazie alla mediazione dei sindacati, che hanno permesso di evitare inutili scontri. Giunti sotto il palco, hanno voluto ricordare le complicità dello Stato col quella bomba neofascista, lo stesso Stato che oggi le autorità presenti erano in piazza a rappresentare.
 

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