Lunedì, 14 Giugno 2021
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Brescia, escalation criminalità: 2012 anno da dimenticare

L'allarme sicurezza lanciato dal sindacato di polizia: criminalità e piccoli reati in costante aumento, anno dopo anno, iin tutta la provincia di Brescia. Tra furti e rapine in calo solo gli omicidi: e dalla Questura lamentano carenza di personale

Non sarà una New York nostrana, ma la Provincia di Brescia entra di diritto tra le ‘aree insicure’ del Belpaese: la terza in Lombardia per numero di furti, la 22ma in Italia, bene o male sulla stessa linea della graduatoria stilata lo scorso anno. Ma a denunciare il diffuso malessere è il SIULP, il sindacato di polizia che in terra bresciana ha quasi il monopolio degli iscritti.

Carenza d’organico e tagli al personale tra i motivi principali, a detta del segretario provinciale, le cause scatenanti dell’escalation di reati, furti e rapine, denunce e segnalazioni. Quasi un campanello d’allarme, perché i dati, quando ci sono, parlano da soli.

Nel 2012 infatti, lungo tutto il territorio provinciale, si sono registrate ben 6239 denunce di furto in casa (in aumento del 21% rispetto al 2011), con una media di poco più di 17 furti al giorno; a queste si aggiungono 2404 scippi, +10% e 1715 denunce per automobili rubate, in aumento del 47% sull’anno precedente.

In calo rapine ed estorsioni, ma con percentuali poco significative, così come gli omicidi, -21% sul 2011 ma che in termini di vite umane significano comunque 11 decessi. Nel lungo elenco presentato ieri, aumentano anche le truffe informatiche e online.

La soluzione? Nuove assunzioni, e maggiori investimenti. “Ad oggi l’organico della Questura è di 394 persone, compresi i dirigenti – ha spiegato Rosario Morelli, segretario provinciale SIULP – quando dovrebbe contare non meno di 450 persone, se non addirittura 500”.

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