Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca Chiesa Nuova / Via Parenzo, 101

Grazia Deledda, la scuola dove non si gioca: «Nei prati c’è il veleno»

Il coordinamento SOS Scuola promuove un'altra assemblea pubblica per martedì 9 aprile. In un'atmosfera surreale, la scuola Grazia Deledda l'epicentro del 'cuore contaminato' della Brescia al PCB

Il Comitato dei genitori, SOS Scuola, il Comitato per l’Ambiente Brescia Sud, un giro di vite che si unisce e si interseca, lungo la via del quartiere Chiesanuova, Via Noce e Via Torino, Via Bologna e Via Fura, e nel terreno, nell’acqua, nell’aria, una contaminazione che non si ferma, arriva fino al Primo Maggio e anche più, coinvolge almeno 25mila persone. Proprio in quella scuola, la Grazia Deledda, quella in cui i bambini devono stare alla larga dai prati, a ricreazione devono giocare sulla piattaforma di cemento. “Tutte le amministrazioni hanno sottaciuto le proprie responsabilità – spiegano genitori e ambientalisti – e anche la magistratura bresciana per anni ha preferito mantenersi a debita distanza, nel completo disinteresse. Salterà qualche testa? Non possiamo che augurarcelo. Questa città non può più tollerare tutti questi anni di silenzio”.

“Per anni e anni non se n’è più parlato – aggiunge Stefania, che di bimbi alla Deledda ne ha avuti due – e quando se ne parlava, al massimo si entrava nei dettagli legali. I primi tempi si vedevano opuscoli informativi, cartelli e pure qualche incontro pubblico. Piano piano, tutto è scomparso. I cartelli nuovi, i divieti di accesso per il pericolo di contaminazione, li hanno rimessi solo nel giugno dell’anno scorso, poco dopo una delle nostre assemblee”. Ma l’ex sindaco Paolo Corsini ha dichiarato di aver fatto tutto il possibile: “Mi dispiace smentirlo, ma non è vero. L’unica cosa che qui abbiamo visto, a fronte di un’emergenza quotidiana, è l’ordinanza del 2001, rinnovata di sei mesi in sei mesi”.

Di assemblea intanto ce ne sarà un’altra, organizzata dal Coordinamento SOS Scuola, martedì 9 aprile dalle ore 20.30 presso l’istituto Bettinzoli di Via Caleppe: genitori preoccupati, “chiediamo più controlli e maggiori garanzie per l’acqua che viene obbligatoriamente somministrata agli alunni delle scuole materne e primarie”, forse anche allarmati, “per le precarie condizioni ambientali in cui versano gli edifici scolastici”. La Grazia Deledda, la scuola dove sull’erba non si può giocare.


“Quando sono arrivato a Brescia – ci racconta il preside Giorgio Becilli – sono rimasto stupito di come ragazzi e insegnanti si fossero abituati a vivere con parvenza di normalità quello che tutti sanno essere un problema gravissimo. Ad oggi non mi sono ancora abituato a vederli là, sulla piattaforma di cemento. Ma nessuno, dalle istituzioni, ci ha ancora dato risposte certe. Io sono il responsabile della sicurezza, dei bambini e dei tutori, e vorrei sapere con certezza se andare in giardino fa male, e se è così quanto fa male. E a tutti quelli che gridano di troppo allarmismo auguro proprio di aver ragione, e che ogni allarmismo venga davvero smentito. Ne sarei felice, ma ho paura che non succederà mai”.

Intanto la scuola da dentro è colorata, mentre fuori il cielo è grigio. Sbirciando tra le sale e tra i corridoi, un  murales che colpisce, “abbiamo diritto alla vita”, dipinto dai bambini. E poi il ‘vecchio’ abbecedario a muro, il must di ogni scuola elementare italiana. Alla lettera V, invece che vaso o vacanza, valigia o valle, c’è scritto veleno, “il veleno dei nostri giardini”.


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